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Ecco come gli odori riescono a risvegliare i nostri ricordi
Nessuno meglio di Proust racconta cosa siano i ricordi. Nel libro “Dalla parte di Swann” si legge:
Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzo di «madeleine». Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di focaccia toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. [……..]. Avevo cessato di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Donde m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo ch’era legata al sapore del tè e della focaccia…… Donde veniva? Che significava? Dove afferrarla?
A Proust, oggi un gruppo di ricercatori del Weizmann Institute of Science, in Israele, avrebbero potuto spiegare come gli odori riescono a risvegliare i nostri ricordi.
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da Marina Morelli
Bevi per dimenticare? Fai male
Il sospetto probabilmente è venuto a tutti quelli che assistono al comportamento di una persona che beve troppo, ora c’è la conferma scientifica: bere per dimenticare è un errore, al contrario l’alcol fissa stabilmente i ricordi.
E’ il risultato di una ricerca condotta dall’Universita’ del Sussex in Gran Bretagna che ha mostrato come, in effetti, l’alcol agisca sulla memoria: fissa i ricordi precedenti alla bevuta, mentre rende difficoltoso il ricordo di cose avvenute successivamente (tipicamente spiacevoli, perché se si è ubriachi non si sta bene).
Insomma, ubriacarsi perché si è tristi è solo un modo per stare peggio, meglio evitare.
[Via Cybermed]
da Giuliano Parpaglioni






