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Musica per i bimbi nati prematuri
Gli ospedali che fanno ascoltare la musica ai bebè nati prematuri li aiutano a crescere e a star bene, secondo quanto ha dimostrato uno studio canadese. Secondo i ricercatori, la musica tranquillizza sia i bambini che i genitori e al tempo stesso riesce a far crescere i neonati più rapidamente, abbreviando la degenza in ospedale.
L’equipe canadese ha passato in rassegna nove studi e ha scoperto che la musica riduceva nei bebè la sofferenza durante una serie di procedure mediche dolorose e li aiutava a mangiare di più. La musica sembrava avere effetti positivi anche su parametri fisiologici quali il battito cardiaco e la respirazione, si legge sugli Archives of Disease in Childhood.
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da Marina Morelli
I bimbi imparano presto il ritmo della musica
News dal mondo della musica…i bimbi nascono con il senso del ritmo della musica. Un team internazionale di ricercatori ha osservato con la risonanza magnetica le reazioni del cervello di un gruppo di bebè di due o tre giorni di vita, e ha scoperto che i neonati riuscivano a seguire il ritmo della musica: ascoltavano e reagivano se si interrompeva.
La ricerca è stata pubblicata sui ‘Proceedings of the National Academy of Sciences‘. Per lo studio sono stati esaminati 14 bimbi. Gli scienziati hanno osservato nel loro cervello un’attività elettrica del tutto simile a quella dei 14 adulti – le mamme che li tenevano in braccio – esaminati contemporaneamente durante una seduta in cui è stata suonata della musica con un forte ritmo scandito dalla batteria, ha spiegato il co-autore Henkjan Honing della University of Amsterdam.
da Marina Morelli
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di La sindrome dello shopping compulsivo « Deep37.com il 25/03/2009 alle 10:51
Musica, e via di corsa!
Chiunque ne abbia avuta esperienza potrà confermare lo studio del dottor Karageorghis, psicologo dello sport dell’Università londinese di Brunel: la musica aiuta lo sportivo. In particolare il nostro studioso si è interessato sia delle prestazioni degli atleti (che secondo il suo studio aumentano con la musica anche del 15%), sia del tipo di musica che si dovrebbe ascoltare: indica in fatti una musica vivace, indipendentemente dal genere.
Certo, non si può pensare che un ventenne faccia qualche chilometro di corsa ascoltando gli Equipe 84, e anche su questo il professore è d’accordo: anche secondo lui, quindi, ad ogni persona il tipo di musica più adatto, se sei giovane meglio la pop, se sei più anziano allora gli Equipe 84 vanno bene.
[Via Cybermed]
da Giuliano Parpaglioni
Si beve di più con la musica alta
Siete assidui frequentatori di discoteche e pub? Attenzione al bicchierino in più allora. Una ricerca francese che sarà pubblicata sul numero di ottobre di Alcoholism Clinical & Experimental Research ha dimostrato che maggiore è il volume della musica più alto diventa il consumo di alcolici.
Lo studio è stato condotto in alcuni bar francesi. D’accordo con i gestori hanno modificato il volume della musica e osservato come cambiava il consumo di bevande alcooliche. Nel frastuono della musica la gente non parla e svuota più facilmente boccali di birra e bicchieri di cocktail. Inoltre il rumore alza la soglia di sensibilità al gusto: così non solo si beve ma si mangia di più.
[Via rsoa]
da Marina Morelli
La musica e il comportamento sono legati
I ricercatori australiani della University of Queensland School of Music hanno pubblicato sulla rivista Australasian Psychiatry uno studio che illustra una teoria che qualunque amante della musica, empiricamente, sa da sempre: i comportamenti e la musica sono legati. Attenzione però: non si diventa sociopatici ascoltando Death Metal, piuttosto il contrario, cioè ad un determinato stato d’animo corrisponde un determinato stile musicale. I ricercatori infatti affermano che le preferenze musicali delle persone sono tanto importanti da doverne tener conto nel caso di sedute psichiatriche o psicologiche, perché sono indice di inclinazioni nella personalità .
In effetti, ognuno di noi ha avuto esperienze che potrebbe associare ad una canzone o ad un gruppo (o anche ad una opera classica, perché no), perché semplicemente il suo stato d’animo di allora corrispondeva a quel tipo di musica. Riuscite a ricordare l’ultima volta che vi siete fissati con un CD cosa stavate ascoltando?
[Via Note e salute]
da Giuliano Parpaglioni






