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Il latte aumenta il pericolo di fratture
Graham Colditz epidemiologo, della Harvard Medical School ha seguito in una ricerca scientifica 75.000 donne per dodici anni, e ha scoperto che il latte non riduce affatto il rischio osteoporosi anzi aumenta il pericolo di fratture.
Una dieta ricca di proteine animali quali, carne e formaggi è fortemente acidificante per i reni, che per tamponare, sottraggono in eccesso calcio e altri minerali alle ossa.
Stesso ragionamento vale per le bibite gassate che favoriscono la perdita di calcio con le urine.
E allora come reintegrare le riserve di calcio dell’organismo? Un adeguato introito di calcio può essere assunto con alimenti come pesce azzurro, frutta secca, erbe aromatiche (come basilico e rucola), verdure (cavolfiori, agretti, cicoria e radicchio) da cuocere con poca acqua e poco sale.
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da Marina Morelli
I tumori al seno si combattono a tavola
Salumi, insaccati vari e carni rosse cotte ad alta temperatura, latte e formaggi grassi aumentano il rischio di sviluppare un cancro al seno.
Riducendo l’introduzione di questi alimenti si abbassa il rischio di ammalarsi, questo secondo un vasto studio che ha esaminato l’associazione tra cancro al seno e alimentazione.
La dieta di tipo occidentale è stata più volte collegata con il cancro al seno, nota l’equipe di studiosi italiani sull’American Journal of Clinical Nutrition, ma i risultati sono stati contraddittori in merito al legame tra singoli cibi e rischio di ammalarsi. Inoltre, finora gli studi sono stati condotti all’interno della stessa popolazione, che segue più o meno schemi alimentari simili.
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da Marina Morelli
La vitamina D per combattere le carenze di calcio
Una dose sostanziosa di vitamina “D”, non solo previene il rachitismo ma riduce nei bambini anche il rischio di osteoporosi e negli adulti fortifica il sistema immunitario, previene infezioni, cancro e diabete.
Le raccomandazioni giungono dall`Accademy of Pediatrics americana.
La maggior parte del latte in commercio contiene già una buona dose di Vitamina D ma nonostante questo i bambini e i ragazzi non ne assumono abbastanza. Non è più sufficiente 1 tazza di latte al giorno, ma ce ne vogliono quattro.
Gli alimenti più ricchi di vitamina D sono: olio di fegato di merluzzo, spremute di arance, tonno, salmone e uova.
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da Marina Morelli
Acne? Troppo latte durante l’adolescenza
Dermatologi e ricercatori sostengono da anni che la comparsa dell’acne non dipende dal tipo di alimentazione seguita, ma dalla quantità di ormoni androgeni prodotti dall’organismo, dai batteri presenti sulla pelle e dall’eccessiva produzione di sebo.
Ma una ricerca americana, ripresa anche all’ultimo Congresso Isplad di dermatologia plastica, ha messo in dubbio questa certezza.
Il consumo eccessivo di latte e latticini durante l’adolescenza aumenterebbe l’insorgenza dell’acne, non tanto per la quantità di grassi presenti in questi alimenti, quanto per il contenuto di ormoni e per la presenza di molecole bioattive che stimolano la produzione di sebo.
[Via acnemilk]
da Marina Morelli
Bere latte a colazione aiuta a stare a dieta
Le chance di riuscire a seguire la dieta aumentano se si beve il latte a colazione. Secondo una ricerca australiana pubblicata dall’American Journal of Clinical Nutrition, bere un bicchiere di latte scremato la mattina al posto del succo di frutta può aiutare a sentirsi più sazi e arrivare al pranzo meno affamati.
La ricerca è stata condotta da una equipe australiana su 34 adulti sovrappeso e ha scoperto che i giorni in cui a colazione era previsto il latte i volontari si sentivano più sazi e assumevano meno calorie a pranzo di quando a colazione era prevista la spremuta.
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da Marina Morelli
Calcio e vitamina D per prevenire l’osteoporosi
Ci sono prove scientifiche che i fattori predisponenti l’osteoporosi dopo la menopausa o nell’anziano possono insorgere molto prima di questo periodo.
Le caratteristiche genetiche sono la causa principale ma anche i fattori ambientali, lo stile di vita e la nutrizione possono influre significativamente. La prevenzione si effettua anche a tavola: il latte e i suoi derivati sono la principale fonte di calcio alimentare.
Ricchi di calcio sono anche i formaggi, in particolare quelli stagionati, come il parmigiano, ma il calcio si trova anche in broccoli cavoli, finocchi, sardine e frutta secca (soprattutto mandorle e noci). Altra fonte di calcio, da prendere in considerazione, soprattutto in caso di sovrappeso ed obesità o di intolleranza al lattosio sono le acque minerali naturalmente ricche di calcio (con più di 150 mg/l di calcio).
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da Marina Morelli
Ultimo commento:
di Bruno il 19/06/2009 alle 17:16
Intolleranza al latte? Niente paura … c’è il latte d’asina
Secondo studi di immunologia, pediatria e allergologia il latte d’asina in termini nutrizionali è il miglior sostituto del latte materno.
La diffusione del latte di mucca, ha aumentato i soggetti allergici perché il latte spesso è sottoposto a processi industriali che ne impoveriscono le proteine, soprattutto la betalattoglobulina ritenuta la principale responsabile di allergie. Secondo i ricercatori, il fattore che più influisce sull’intolleranza, è la differenza di caseina, il latte d’asina infatti è in assoluto più tollerato perché il contenuto di acidi grassi polinsaturi è simile al latte della mamma.
E’ ricco di lisozima, una proteina antibatterica in grado di proteggere il neonato da eventuali patologie e lo rendono un alimento utile per le persone anziane e debilitate, regola la flora microbica intestinale ed ha un totale apporto proteico di calcio e fosforo che favorisce la mineralizzazione delle ossa nei bambini e aiuta la cura dell’osteoporosi negli adulti.
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da Marina Morelli
Forse il diabete ha origini batteriche
Il batterio che causa il morbo di Chron potrebbe essere la causa del diabete di tipo 1. Lo studio è stato condotto all’Universita’ di Sassari e mostra come il 70% dei diabetici sardi e inglese, e il 40% di quelli lombardi, presenti questo batterio.
Il contagio è infantile, infatti il batterio si tramette col latte e i latticini, anche nel latte in polvere e ha una lunghissima incubazione, questo spiegherebbe perché la maggior parte dei casi di diabete si presenta dopo una certa età. Chissà, se questa notizia dovesse rivelarsi confermata, forse si potrebbe combattere il diabete con un antibiotico
[Via Cybermed]
da Giuliano Parpaglioni





