Posts Taggati come ‘insulina’

Diabetologia

Il diabete di tipo 2 si cura con esercizio fisico e sana alimentazione

diabeteIl diabete di tipo 2 si può prevenire con esercizio fisico e dieta bilanciata, i farmaci invece sono inefficaci.

Questo è quanto emerso da uno studio su 9 mila pazienti pubblicato dal New England Journal of Medecine.

Ai partecipanti al trial era stata diagnosticata una ‘diminuita tolleranza al glucosio’, una condizione in cui il corpo non risponde bene ai segnali dell’insulina che si pensa possa essere un primo passo sulla via del diabete di tipo 2.

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mar  10
15
alle 11:53
da Marina Morelli

Esercizio & Fitness

Un piatto di pasta aiuta a recuperare dopo un allenamento

sportCosa mangiate dopo lo sport? Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Applied Physiology, dopo aver fatto sport l’importante è non restare a stomaco vuoto.

Una dieta ipocalorica, proteine e pochi grassi, è ad esempio indicata per aumentare il metabolismo lipidico, quello bruciagrassi, ma non incrementa la sensibilità all’insulina.

Per aiutare il trasporto di zuccheri dal sangue alle cellule dei muscoli, infatti, non bisogna abolire i carboidrati, ma assumerne una porzione modesta. Un piatto di pasta, ad esempio, incrementa la sensibilità all’insulina, restituendo ai muscoli le energie perse durante il movimento.

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feb  10
15
alle 01:38
da Marina Morelli

Studi e Ricerche

Trattamento contemporaneo di Alzheimer e diabete

glucosioE’ stata trovata una proteina cellulare che si è rivelata preziosa per due motivi: riesce sia a far abbassare il livello di glicemia tramite l’insulina, sia ad impedire la prematura morte delle cellule nervose.

La piccola molecola si chiama umanina, ed è conosciuta per la sua azione nei confronti della morte cellulare dei neuroni. Ora si è visto che può anche essere implicata nel metabolismo del glucosio, il che potrebbe essere utile sia nella cura del diabete sia nel trattamento dell’Alzheimer, perché il cervello ha estremo bisogno di glucosio. Forse si riuscirà a trattare entrambe le malattie con un unico trattamento

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lug  09
25
alle 01:11
da Giuliano Parpaglioni

Studi e Ricerche

Cellule di maiale in pazienti affetti da diabete

maialeDelle cellule di maiale saranno impiantate su dei pazienti affetti da diabete, nella speranza che possano stimolare il pancreas degli ammalati a produrre insulina.

Questo nuovo trattamento sperimentale e controverso, descritto sul quotidiano britannico Daily Mail, sarà testato su 8 volontari che soffrono di diabete di tipo 1. Non curerà la malattia, ma dovrebbe essere capace di indurre il pancreas dei volontari a produrre da sè l’insulina, composto necessario per la sopravvivenza dei diabetici.

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lug  09
24
alle 01:34
da Marina Morelli

Diabetologia

Il diabete mellito di tipo 2 potrebbe diventare insulino-indipendente

siringaTra le cause del diabete mellito di tipo 2 c’è l’obesità. Il grasso corporeo infatti è capace di instaurare una iperdipendenza dall’insulina, con la conseguenza che il pancreas si sforza e smette di funzionare, rendendo la persona dipendente dalle iniezioni di insulina. Una ricerca pubblicata sulla rivista Cell Metabolism ha rivelato i meccanismi di questa condizione: le cellule grasse rilasciano una molecola, chiamata PEDF (pigment epithelium-derived factor), che desensibilizza i muscoli e il fegato rispetto all’insulina, questo porta appunto ad una richiesta maggiore dell’ormone, affaticamento del pancreas e blocco della produzione.

Gli scienziati hanno scoperto che bloccando questo fattore la condizione di normalizza, e questo, sperano, porterà allo sviluppo di farmaci più mirati ed efficaci, evitando probabilmente a moltissime persone di doversi fare una puntura a pasto

[Via Science Daily]

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lug  09
11
alle 08:00
da Giuliano Parpaglioni

Salute e Benessere

Sanofi-Aventis lancia la campagna GOINSULIN su Youtube

goinsulinSfruttare un “canale” comunicativo amato da giovanissimi e non, come Youtube, per diffondere campagne di sensibilizzazione sui temi della salute non è una idea nuova.

L’azienda francese Sanofi-Aventis ha deciso di sbarcare sul cliccatissimo portale di video per lanciare la campagna “GOINSULIN“, rivolta ai diabetici e sensibilizzarli così sui rischi e i benefici dei vari trattamenti disponibili contro questa malattia.

I navigatori potranno anche raccontare la loro esperienza e chiedere ulteriori informazioni, compresa una guida alimentare.

Ecco un interessante video che appartiene alla campagna:

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giu  09
9
alle 11:25
da Marina Morelli

Salute e Benessere, Studi e Ricerche

Dimagrire con pillole di vino rosso

vino-rossoUn nuovo farmaco chiamato SRT1720, estratto dal resveratrolo contenuto nel vino rosso, è risultato essere utile per combattere l’obesità.

Il farmaco agisce su una proteina chiamata SIRT1, fa bruciare i grassi, aumenta la sensibilità all’insulina e abbassa i livelli di glucosio nel sangue in poche settimane, senza creare effetti collaterali dannosi.

Ecco perché Peter Elliot, il vice presidente della Sirtris Pharmaceuticals (dipartimento sviluppo farmaci della Glaxo) si dice convinto che il profilo di questo nuovo farmaco sia assolutamente sicuro.

Questi primi lavori hanno dimostrato che il trattamento è ideale per eliminare il peso in eccesso, anche nei casi di dieta ricca di grassi. La seconda fase, interesserà (nel 2009) i pazienti affetti da diabete.

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mag  09
5
alle 11:07
da Marina Morelli

Diabetologia

Alimentazione corretta e sport per combattere il diabete

diabeteAlimentazione, attività fisica e altri fattori legati allo stile di vita: ecco che cosa influisce sul rischio di sviluppare il diabete, anche dopo i 65 anni, secondo uno studio americano. “Con l’età, il diabete è comune e quasi interamente prevenibile”, sostiene il Dr. Dariush Mozaffarian della Harvard School of Public Health, Boston, che ha diretto lo studio.

“Il diabete è fondamentalmente una malattia causata dallo stile di vita”. L’equipe di Mozaffarian ha seguito 4.883 uomini e donne, dai 65 anni in su, per un periodo di 10 anni. All’inizio dello studio, nessuno aveva il diabete. Gli studiosi hanno raccolto i dati tramite un questionario annuale e degli esami fisici e hanno classificato i partecipanti in due gruppi, uno a basso rischio, l’altro ad alto rischio, a seconda del livello di attivita’ fisica, dell’alimentazione seguita, se erano o no fumatori e bevitori, del peso corporeo e della circonferenza vita.
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apr  09
28
alle 01:58
da Marina Morelli