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Influenza A/H1N1: Antivirali nei casi gravi
La maggior preoccupazione di salute in questi giorni è l’influenza A/h1N1 e l’utilizzo dei farmaci antivirali.
I farmaci funzionano e devono essere prescritti immediatamente e nei casi più seri anche prima che i test stabiliscono il contagio del virus A. Un intervento precoce può salvare vite umane.
Anche le persone al di fuori delle categorie a rischio, raccomanda l’Oms, dovrebbero assumere antivirali in caso di “persistente o rapido peggioramento dei sintomi”, come problemi di respirazione o la febbre alta per più di tre giorni.
Questi devono essere somministrati da un medico, e non sono necessari per persone che hanno contratto l’influenza nella forma più lieve, che fortunatamente è quella più diffusa.
I consigli dei medici di famiglia per tenere sotto controllo il virus dell’influenza suina
da Marina Morelli
10 domande ai virologi dell’Airv sull’influenza A/h1n1
10 domande ai virologi sull’influenza A/h1n1
1) Perché questa influenza si propaga così velocemente?
La propagazione del virus e’ particolarmente veloce perché il virus è nuovo e coglie il sistema immunitario completamente impreparato. L’influenza stagionale, invece, è una variante di virus che la popolazione ha già incontrato negli anni passati, per cui la parziale immunità presente nelle comunità ne limita e rallenta il contagio.
2) Come si trasmette?
Le vie d’ingresso del virus nel nostro corpo sono la bocca, il naso e gli occhi. Il virus si trasmette da persona a persona o direttamente mediante micro gocce espulse parlando, con colpi di tosse e starnuti, oppure indirettamente quando le nostre mani toccano una superficie contaminata e poi le portiamo senza pensarci a bocca, naso o occhi, nostri o altrui. Ricordiamo che il virus ama l’umidità ’, il sovraffollamento, teme il forte calore e… la pulizia! Per cui a rischio sono tutti i luoghi di raduno (come nelle ore di punta) dove ci si respira ‘addosso’.
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da Marina Morelli
Influenza h1n1: due video che fanno chiarezza su questa influenza
Questi che vedete sono due video preparati da esperti dell’Ospedale Cotugno di Napoli per la Commissione Regionale per la Pandemia e le emergenze infettive.
Fanno chiarezza su questa influenza e invitano le persone a non correre in ospedale a ogni più piccolo sintomo.
da Marina Morelli
Come combattere la stagione influenzale e i timori per il virus H1N1?
La dottoressa Marian L. Kohut della Iowa State University consiglia di fare una attività fisica regolare e moderata per combattere i sintomi influenzali.
Studi sui topi hanno dimostrato che lo sport infatti sembrerebbe potenziare la risposta del sistema immunitario minimizzando gli effetti del virus una volta che si viene infettati.
Altri studi hanno suggerito che le persone moderatamente attive soffrono di meno raffreddori e influenze, e quando si ammalano hanno sintomi più leggeri, rispetto alle persone sedentarie, mentre chi si esercita fino allo stremo rischia di aumentare la propria vulnerabilità .
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da Marina Morelli
Ultimo commento:
di Pier il 26/10/2009 alle 18:48
Influenza H1N1: i casi devono essere trattati tempestivamente
Le autorità sanitarie che stanno cercando di usare nel modo più efficace i farmaci antivirali per combattere la nuova influenza H1N1 devono imparare a individuare e trattare i casi tempestivamente, come evidenzia una ricerca italiana.
Accumulare pile di farmaci antivirali non è di grande aiuto se le persone non vengono curate entro le 24-48 ore dalla prima comparsa dei sintomi, quando questi farmaci sono più efficaci, affermano Stefano Merler della Fondazione Bruno Kessler di Trento e i colleghi.
da Marina Morelli
Dormire per guarire dalle infezioni
Dormire di frequente aiuta l’organismo a combattere le infezioni. Probabilmente è per questo che quando abbiamo l’influenza riusciamo a dormire spesso e di piu’. Almeno questo è emerso da uno studio condotto da Luca Imeri dell’Università degli Studi di Milano e da Mark Opp dell’Università del Michigan, e pubblicato sulla rivista Nature Reviews Neuroscience.
Dopo circa dieci anni di studio i ricercatori hanno concluso che il sonno e il sistema immunitario si influenzano a vicenda per mezzo di una particolare classe di proteine, le ‘citochine’, tra le quali troviamo ”interleuchina-1′.
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da Marina Morelli
Nuove scoperte su un vecchio nemico
Nel 1918 l’influenza uccise milioni di persone. Quel particolare ceppo fu chiamato “influenza spagnola” in quanto la Spagna fu la prima a dare l’allarme pubblicamente (pur non essendo la prima nazione in cui attecchiva la malattia). Oggi i ricercatori studiano ancora quel particolare ceppo per capire le motivazioni della vuolenza dell’infezione, e forse siamo arrivati ad una risposta: si tratta di tre geni chiamati PA, PB1 e PB2 che, nella versione dell’infulenza del 1918 erano modificati al punto da far diventare letale il virus.
La scoperta dei virologi giapponesi e americani, pubblicata sulla rivista PNAS, aprirà nuove strade per comprendere questa malattia, e porterà nuove armi anche in vista di una possibile pandemia data dal ceppo H5N1, che tutti temono da tempo, anche in considerazione dei nuovi focolai scoppiati in Asia nelle ultime settimane
[Via Cybermed]
da Giuliano Parpaglioni
Il sambuco nero pianta dalle mille virtù
I suoi fiori sono belli da vedere e hanno un profumo inebriante, il suo arbusto riesce ad arrivare fino ai 7 metri di altezza. I principi attivi sono oli essenziali, tannini, flavonoidi ed acido malico. I frutti contengono le vitamine A, B e C, acidi organici, zuccheri e tannini.
I suoi fiori si utilizzano nelle malattie da raffreddamento, influenza, nelle febbre, nelle affezioni reumatiche ed infiammatorie dell’apparato respiratorio, hanno attività astringente per la pelle e sono utili per i reumatisimi.
I frutti hanno una azione lassativa e antinevralgica. E’ una pianta che va usata sotto controllo medico perchè i frutti immaturi o le bacche, possono determinare fenomeni di intossicazione, con bruciore alla gola, vomito, diarrea, mal di testa e difficoltà di respiro.
da Marina Morelli






