Posts Taggati come ‘grassi’
Metabolismo e lancette dell’orologio: Ecco come sfruttarlo al meglio!
Mangiare si deve mangiare, basta solo farlo nei momenti giusti. Quando mettete sotto i denti qualcosa o avreste voglia di farlo date un’occhiata all’orologio.
L’organismo è regolato da un “timer” biologico che scandisce, nelle diverse fasi della giornata, bisogni ed esigenze. Non a caso la mattina, al risveglio, dopo circa sette-otto ore di digiuno, il sistema umano richiede nuove energie per affrontare la giornata; così come a mezzogiorno comincia a far avvertire un certo appetito, oppure alla sera sonno e stanchezza.
Tutte le cellule e gli organi del corpo, durante un’intera giornata, hanno picchi di massima attività e momenti di stasi, di riposo. Se riuscite ad individuare queste fasi, sfruttando i momenti di massima attività, il vostro peso forma non sarà più in pericolo.
Ore 8: è al mattino che il corpo produce il maggior numero di enzimi digestivi. Le funzioni organiche sono al massimo fino al primo pomeriggio: quanto ingerito nelle prime ore viene bruciato rapidamente e non va ad incidere sul peso (sempre a patto che la colazione sia sana ed equilibrata, senza eccessi di grassi).
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da Marina Morelli
Secondo una ricerca americana i politici grassi sono affidabili
Come devono essere i politici? Snelli o con un filo di pancetta?
Ricercatori dell’Università del Missouri hanno pubblicato sulla rivista Obesity uno studio che dimostra come le persone associano ai politici uomo grassi caratteristiche come affidabilità e onestà.
L’elettore infatti guarderebbe anche all’aspetto fisico per valutare il grado di stress che un politico e’ in grado di affrontare. La ricerca e’ stata condotta negli Stati Uniti, ma si pensa che i risultati possano valere anche per tutte le altre società occidentali che hanno simili ’stereotipi’ circa l’aspetto.
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da Marina Morelli
Verdure e frutta per curare depressione e ansia
Verdure, frutta e un’alimentazione povera di grassi possono essere un beneficio per le donne che soffrono di depressione e ansia.
A spiegarlo è una ricerca australiana condotta dall’equipe della Dr.ssa Felice N. Jacka. Nel suo studio ha scoperto che i disturbi dell’umore erano più comuni tra le donne, di qualunque età (dai 20 ai 93 anni) che, nel corso dei dieci anni dello studio, consumavano più cibi elaborati, raffinati e ricchi di grassi.
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da Marina Morelli
Ultimo commento:
di lorena il 16/02/2010 alle 17:28
Una nuova proteina per comprendere come il corpo conserva i grassi
Una proteina presente in tutte le cellule del corpo potrebbe contenere i segreti per comprendere come il corpo umano immagazzina i grassi. I ricercatori dell’Università di Edimburgo (Scozia) hanno infatti scoperto che la ‘invadolisina’, una proteina essenziale per la divisione cellulare, è presente anche nelle gocce lipidiche che le cellule usano per accumulare i grassi.
La scoperta, pubblicata sul Journal of Cell Science, potrebbe aiutare gli scienziati a comprendere meglio le complicazioni dell’obesità, come diabete e malattie cardiache. “La presenza di questa proteina nelle gocce lipidiche suggerisce che l”invadolisina’ ha un ruolo nell’insorgenza dell’obesità”, ha detto Margarete Heck, dell’University’s Centre for Cardiovascular Science. “Quello che vogliamo scoprire adesso – ha continuato – è se la sua presenza aggrava o meno l’obesità e i suoi effetti collaterali. Nelle larve di moscerini della frutta in cui la proteina era assente, per esempio, l’accumulo di grasso era impossibile”.
da Marina Morelli
Estratto di carciofo per curare il colesterolo
Mangiare del buon cibo è una buona azione per la mente ma dovrebbe esserlo anche per il corpo. Spesso però si tende a considerare come “buon cibo” quello gustoso, condito e quindi grasso, che è un piacere per i sensi, ma non altrattanto per il corpo perchè può provocare senso di gonfiore, meteorismo, dolori e crampi.
Tutti questi sintomi, così come valori elevati di colesterolo indicano, il più delle volte, un disturbo della digestione dei grassi.
Un rimedio efficace può essere considerato l’estratto di carciofo.
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da Marina Morelli
Il cervello sa cosa fa ingrassare
E’ un comportamento istantaneo del nostro cervello: i cibi grassi e ad alto contenuto energentico vengono riconosciuti immediatamente, i neuroni reagiscono infatti entro due decimi di secondo. La ricerca è stata pubblicata su Neuroimage ed è stata condotta attraverso l’esame delle risposte cerebrali alla vista di immagini raffiguranti varie cose. Alle persone che si sono prestati all’esperimento è stato detto di far caso tra i cibi e le altre cose, ma non è stato detto loro che i cibi a loro volta sono stati divisi tra light e molto calorici. I ricercatori hanno notato che alla vista di un cibo grasso ed energetico il cervello reagisce in maniera diversa, segno che sa esattamente cosa aspettarsi nel caso di ingestione dello stesso. Una scusa in meno, dunque, per evitare di mangare sano.
[Via rssSanità]
da Giuliano Parpaglioni
DNA-Pk il gene che trasforma i grassi in carboidrati
Si chiama DNA-PK e le sue caratteristiche sono argomento di discussione sulla rivista Cell.
E’ un gene responsabile della trasformazione in grassi dei carboidrati.
Gli autori della scoperta hanno dichiarato che sarà un giorno possibile mangiare pane e pasta senza ingrassare. Gli esperimenti hanno dimostrato che disattivando questo gene nei topi non si attivava il processo che permette l’accumulazione del grasso in più rispetto al fabbisogno immediato dell’organismo.
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da Marina Morelli
Analisi dello stato di salute della popolazione
Questa mattina all’Università cattolica di Roma è stato presentato il rapporto “Osservasalute2008″ sul consumo degli alcolici da parte dei giovani. I dati sono impressionanti. Il 20,5% dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni consuma alcoolici fuori pasto.
Il trend è in ascesa di 5 punti percentuali rispetto al 2001. L’uso di aperitivi alcolici è salito da 19,3% al 24,2% e dei super alcolici dal 10,8% al 12,7%.
Non solo alcol ma sono in aumento anche i fumatori: dai dati dello scorso anno i fumatori uomini sono aumentati dello 0,5%, arrivando al 28,8% e le donne dello 0,8%, raggiungendo il 17%.
In costante diminuzione il numero di italiani che hanno dichiarato di praticare attività sportiva nell’ultimo anno. Logica conseguenza del poco movimento è l’aumento di peso dei cittadini italiani, che si confermano sempre più grassi. I cittadini in sovrappeso, in Italia, secondo gli ultimi dati forniti da Osservasalute, sono passati dal 33,5% del 2005 al 35%.
La spiegazione di questi ultimi dati, oltre che nella poca attitudine degli italiani a fare sport, si può anche trovare nel crescente consumo nella popolazione di snack salati: in quattro anni, infatti, si e’ passati dal 54,6% al 56,8% dei consumatori.
da Marina Morelli






