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L’eparina contaminata volontariamente?
Vi ricordate il caso dell’eparina contaminata, che ha causato 81 decessi negli Stati Uniti? Sembra che le indagini portino ad un intervento doloso: risulta evidente, infatti, che le quantità di contaminante in alcuni lotti sono tropo elevate per far credere ad una contaminazione accidentale. Non ci sono ancora conferme, ma l’ipotesi sembra almeno credibile. Le motivazioni sarebbero probabilmente di stampo economico: il contaminante costa cento volte di meno del principio attivo.
Purtroppo, certe persone sono disposte a rischiare la vita di chiunque per il loro tornaconto, e questa brutta storia ne è una triste conferma.
[Via AGI]
da Giuliano Parpaglioni
Ultimo commento:
di Merlino il 27/06/2008 alle 16:07
Eparina dannosa, l’AIFA precisa la situazione
Qualche giorno fa abbiamo parlato del farmaco Clexane T 6000 UI, farmaco a base di eparina ritirato dal mercato a causa di un sospetto di contaminazione dannosa. L’AIFA, l’agenzia italiana del farmaco, ha però precisato che nessuno dei casi di reazioni avverse denunciati (circa ottanta) sono avvenuti in Europa, inoltre vari campioni di farmaco sono stati inviati all’Istituto Superiore di Santià per essere analizzati, ed è stato chiesto a due case farmaceutiche di ritirare il loro prodotto dal mercato.
Insomma, il caso sembra per fortuna strettamente controllato, speriamo che i risultati dei test diano buone notizie!
[Via Helpconsumatori]
da Giuliano Parpaglioni
Ritirato a scopo cautelativo il medicinale Clexane T 6000 UI
La casa farmaceutica Sanofi-aventis ha ritirato, a scopo cautelativo, un lotto del medicinale Clexane T 6000 UI, farmaco anticoagulante a base di enoxaparina, “a seguito della positività di un test che ha rivelato la presenza di un contaminante, il condroitinsolfato ipersolfatato. Tale contaminante potrebbe essere correlato al verificarsi di reazioni allergiche anche gravi che hanno portato a 81 decessi negli Stati Uniti”.
I lotti di eparina (una interessante scheda sull’eparina la trovate su Guidausofarmaci) di produzione cinese potrebbero interessare anche altri paesi quali Australia, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Olanda, Nuova Zelanda, Stati Uniti e anche Italia.
Grazie a Blogeko per la segnalazione.
[Via lemonde]
da Marina Morelli






