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Eiaculazione precoce: Il test e la cura
La notizia è di quelle che fanno clamore. Trovata la soluzione per un “problema” che affligge oltre il 25% dei maschi italiani di ogni età: l’eiaculazione precoce.
Il British Journal of Urology International pubblica infatti uno studio coordinato da Wallace Dinsmore, che al Royal Victoria Hospital di Belfast ha messo a punto un rimedio contro l’eiaculazione precoce al quale, per non vanificare l’opera, ha opportunamente affibbiato un nome non troppo eccitante: PSD502. la magica bomboletta permette, secondo i primi test, “un ritardo” fino a sei volte superiore alla normalità. La particolare sostanza contenuta nello spray provoca una riduzione della sensibilità e dunque il prolungamento dei tempi.
Prima di tutto, però, cerchiamo di capire quando si può parlare di eiaculazione precoce.
Ecco un semplice test, il Pedt (Premature ejaculation diagnostic tool), approvato dagli specialisti della Società italiana di andrologia.
Ecco le 5 domande: Continua a leggere… »
da Marina Morelli
Ultimo commento:
di eva il 14/04/2009 alle 17:30
HIV, probabilmente primo caso di guarigione
E’ successo ad un americano di 42 anni: probabilmente è riuscito a sfuggire al virus HIV grazie ad una serie di eventi. L’uomo era in cura a Berlino, la sua attuale città di residenza. Le sue condizioni erano sieropositività manifestata dieci anni fa e leucemia. I medici hanno deciso di curare la leucemia tramite il classico trapianto di midollo, solo che hanno fatto una scelta importante: hanno trapiantato il midollo di un donatore naturalmente immune ad HIV e ad oggi, dopo 600 giorni, il virus non si è ripresentato.
da Giuliano Parpaglioni
Una nuova speranza per l’AIDS
HIV è incapace di replicarsi autonomamente: per farlo ha bisogno di usare molecole che prende direttamente dalle cellule. Da questo dato di fatto prendono spunto i nuovi approcci terapeutici: attaccare il virus non funziona così bene come si sperava, si cerca quindi di formare una barriera tra lui e le molecole dell’organismo.
L’ultimo obiettivo trovato dai ricercatori è una proteina cellulare chiamata DDX3, i nuovi farmaci ne impediscono l’uso sia alle cellule che al virus, ma mentre le prime hanno altri meccanismi su cui contare e quindi non risentono di questa perdita, il secondo viene tagliato fuori e non riesce a replicarsi.
Probabilmente è il primo passo verso un nuovo modo di combattere la malattia, ma allo stesso tempo è un passo enorme per le sue potenzialità.
[Via Molecularlab]
da Giuliano Parpaglioni
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di LUK il 03/11/2008 alle 14:59
Un virus è la causa dell’asma?
Dalle indagini sembrerebbe così: il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), un comunissimo virus che infetta i polmoni dei bambini di tutto il mondo e che è talmente comune da aver infettato quasi tutti i bambini al di sopra dei tre anni di vita, potrebbe essere la causa dell’asma. Il virus, secondo Dr. Asuncion Mejias, che pubblicherà presto questo studio sul Journal of Infectious Disease, causerebbe un’infezione persistente capace di dare infiammazione cronica ai polmoni, che causerebbe l’asma.
Gli studi sugli animali mostrano come questa correlazione sia evidente e, nonostante studi sui bambini non si siano ancora fatti, il sospetto è molto fondato. Per l’RSV non esiste vaccino, ma si può curare con anticorpi, e probabilmente, se questa correlazione esiste, in questo modo si potrebbe prevenire l’insorgenza dell’asma
[Via Science Daily]
da Giuliano Parpaglioni
Un OGM contro la malaria
Un anno fa circa abbiamo parlato dell’estratto di artemisia per combattere la malaria, ma comunque il processo rimane lungo e laborioso. Ecco allora che si fa avanti la nuova ipotesi: usare il lievito, geneticamente modificato, per produrre l’artemisinina, la molecola antimalarica,ad un costo dieci volte inferiore rispetto all’estrazione classica. Lo studio effettuato dalla University of California di Berkeley si pone come obiettivo quello di poter aiutare le persone che non possono permettersi una cura adeguata a costi minori e con quantità di farmaci più elevata.
Non smetterò mai di ripeterlo: gli OGM non sono un male, non sono il nemico da combattere, sono una risorsa, forse una delle più promettenti che la nostra società possa offrire.
[Via Molecularlab]
da Giuliano Parpaglioni






