Posts Taggati come ‘cuore’
Dieci regole d’oro per limitare i danni del pranzo di natale
Il pranzo di natale si avvicina, cotechini, pasta al forno, torroni, panettoni e frutta secca ci aspettano il 25.
Ma attenzione i cardiologi invitano a ‘limitare i danni’ nel periodo delle feste, se si vuole salvaguardare il cuore. Dieci regole d’oro che il professor Francesco Romeo, presidente FINSIC, a margine della conferenza stampa di presentazione del 70esimo congresso della Società Italiana di Cardiologia, sintetizza così:
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da Marina Morelli
Una ricerca sul digiuno a giorni alternati
Un piccolo studio effettuato presso la University of Illinois suggerisce che il digiuno a giorni alterni può aiutare gli obesi a perdere peso e ad abbassare i livelli di colesterolo.
La ricerca effettuata su 12 donne e 4 uomini è stata condotta dalla dottoressa Krista A. Varady e i suoi colleghi della University of Illinois at Chicago ed è stata pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition con il titolo: Un breve studio sul digiuno alternato: una nuova strategia per perdere peso e proteggere il cuore delle persone obese.
I partecipanti allo studio sono stati istruiti a mangiare normalmente come erano abituati a farlo e di ridurre l’introito del cibo fino a solo il 25% nel giorno successivo.
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da Marina Morelli
Tenere la rabbia dentro fa male al cuore
Siete nervosi? Siete incavolati con il mondo intero? Sfogate la vostra rabbia, tenerla dentro fa male al cuore.
Ricercatori svedesi hanno analizzato 2.755 impiegati di Stoccolma fino a quel momento senza episodi di malattia cardiaca. I soggetti sono stati sottoposti a un questionario per capire come affrontavano le situazioni di conflitto sul lavoro, sia con i superiori che con i colleghi.
E’ così emersa, notano i ricercatori, una forte correlazione tra rabbia inespressa e malattia cardiaca. Come si legge sul Journal of Epidemiology and Community Health, i ricercatori hanno individuato le diverse strategie con cui un uomo affrontava le situazioni che causavano rabbia al lavoro: affrontare le cose di petto, lasciar correre senza dire niente, sottrarsi alle discussioni.
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da Marina Morelli
Anche una sola sigaretta può causare problemi alle arterie
Non c’è bisogno di essere accaniti fumatori di sigarette per provocare danni alle arterie, ne basta una sola.
Uno studio condotto dal McGill University Health Centre nel Canada ha scoperto che una sola sigaretta può ridurre l’elasticità delle arterie del 25% nelle persone tra i 18 e i 30 anni.
Con arterie più rigide, i vasi sanguigni fanno più resistenza all’azione circolatoria del cuore, rendendo più difficile il lavoro del muscolo cardiaco e aumentando il rischio di infarto e ictus.
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da Marina Morelli
La diminuzione del flusso di sangue nell’angina pectoris
L’angina pectoris è una sindrome dolorosa causata da diminuzione transitoria del flusso di sangue e, quindi, di ossigeno nel tessuto muscolare del cuore.
Può essere provocata sia da uno stato prolungato di contrazione delle arterie coronarie, sia dalla presenza nelle stesse di restringimenti del lume dei vasi (stenosi), in genere a causa della presenza di ostruzioni di natura ateriosclerotica.
Tra i fattori di rischio che potrebbero determinare un’angina pectoris si annoverano una predisposizione familiare di malattia coronarica precoce, fumo, ipercolesterolemia, ipertensione, diabete mellito, sesso maschile.
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da Marina Morelli
Un consumo moderato di Omega-3 apporta benefici al cuore
Tutti ormai sanno che il pesce, le noci e gli altri alimenti ricchi di acidi grassi omega 3 contribuiscono ad abbassare il rischio di soffrire di problemi cardiovascolari (infarto, ictus), infiammatori (artride reumatoide, asma) e neurodegenerativi (Alzheimer, Parkinson).
In particolare, queste sostanze naturali agirebbero positivamente sui livelli di colesterolo, sulla fluidità del sangue e contribuirebbero a mantenere “puliti” i vasi sanguigni e a stabilizzare il ritmo del battito cardiaco.
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da Marina Morelli
Il fumo passivo uccide chi ha avuto un infarto
Il fumo passivo è noto per aumentare il rischio di infarto. Ma una nuova ricerca dimostra che peggiora anche il recupero di chi ha già avuto problemi al cuore.
Jill Pell, capo della Public Health and Health Policy Section della University of Glasgow, in Gran Bretagna, e la sua equipe hanno analizzato i dati di 1.261 persone che non fumavano ma erano state ricoverate in ospedali della Scozia per un infarto.
Circa il 10% – 132 pazienti – avevano un coniuge o compagno fumatore, come si legge sulla rivista Heart. Nel complesso, riferiscono gli studiosi, 50 persone (il 4%) sono morte entro 30 giorni dall’attacco di cuore e altre 35 (il 3%) hanno avuto bisogno di tornare in ospedale per un secondo episodio di infarto.
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da Marina Morelli
Chirurgo italiano leader nei trapianti di fegato nel Regno Unito
E’ un chirurgo italiano il leader dei trapianti di fegato nel Regno Unito, il primo ad aver introdotto la donazione “a cuore fermo”. E’ Paolo Muiesan, 48 anni, bresciano, uno dei cervelli emigrati all’estero 17 anni fa. Domani a New York, a dimostrazione dell’eccellenza raggiunta dalle sue ricerche, Muiesan sarà invitato a tenere una lettura magistrale durante il Congresso della Ilts (International Liver Transplantation Society), la più importante società scientifica al mondo dei trapianti di fegato.
“Sono stato il primo chirurgo a introdurre in Inghilterra il trapianto di fegato da donatore ‘a cuore fermo’ – afferma Muiesan – e con la nostra equipe abbiamo raggiunto l’obiettivo, che ci siamo posti nel 2002, di eseguire il 10% degli interventi con questa procedura.
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da Marina Morelli
Ultimo commento:
di giuseppe il 02/10/2009 alle 22:55





