Posts Taggati come ‘chemioterapia’
Se il tumore non mangia non sopravvive
Un nuovo alleato alla lotto contro il tumore al seno è una terapia “intelligente” che unita alla chemioterapia permette di raddoppiare il tempo di sopravvivenza senza progressione nel tumore in stadio avanzato.
Come agisce? Agisce bloccando i ‘rifornimenti’ alla malattia: gli taglia il sostegno nutritizio e quindi lo ‘uccide’.
A questo tema è dedicato il convegno nazionale ‘Dalla chemioterapia alla terapia anti angiogenica’ che si chiude oggi a Sorrento, dove i maggiori ricercatori ed esperti italiani hanno fatto il punto sugli avanzamenti della ricerca nella lotta contro la neoplasia della mammella.
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da Marina Morelli
Il microonde che cucina il cancro al seno
Un nuovo trattamento contro il cancro al seno, che sfrutta le microonde per “cucinare” il tumore, potrebbe salvare migliaia di donne dalla mastectomia. A metterlo a punto e’ stato un gruppo di ricercatori della Oklahoma University Cancer Institute, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Daily Mail.
I ricercatori sono convinti che questo nuovo trattamento, chiamato ‘termoterapia a microonde’, sia in grado di ridurre fino al 90 per cento le probabilità che una donna abbia bisogno di una mastectomia. La ricerca ha inoltre dimostrato che il nuovo trattamento è molto efficace soprattutto se somministrato insieme alla chemioterapia.
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da Marina Morelli
in futuro chemioterapie più leggere
La ricerca, per fortuna, va avanti e non si accontenta mai dei risultati ottenuti. Nonostante il fatto che oggi come oggi si sia riusciti a dare speranze di vita molto più concrete di pochi anni fa ai malati di cancro, la chemioterapia è ancora un trattamento che definire debilitante è un eufemismo. Per questo molti scienziati stanno cercando di trovare soluzioni più umane alla chemio, e un gruppo del Dipartimento di Chimica Farmaceutica dell’Università di Granada forse è riuscito in quest’impresa: ha modificato un chemioterapico già esistente e l’ha reso migliore, sia contro il tumore sia come effetti collaterali: sembrarebbe infatti, a giudicare dai risultati che si sono ottenuti sulle cavie, che il farmaco abbia effetti indesiderati minori di dieci volte rispetto al farmaco classico. Speriamo solo che le belle promesse della ricerca in laboratorio si traducano in realtà con i trials clinici
[Via Cybermed]
da Giuliano Parpaglioni
Scoviamo il nemico nei nascondigli
HIV vive all’interno di alcune cellule umane. Quelle più esposte all’infezione sono i linfociti T, che muoiono dopo poco tempo essere stati infettati, mentre altre cellule immunitarie più resistenti che fanno da vero serbatoio per il virus: anche eliminando tutti i linfociti, quindi, il virus è ancora nell’0rganismo. Alla Oregon State University’s Vaccine and Gene Therapy Institute della Florida e della University of Montreal è stato sviluppato un trattamento capace di uccidere le cellule che immagazzinano virus, in modo da poterlo eliminare più facilmente con gli antivirali. Questa nuova sperimentazione partirà da settembre e, forse, potrebbe essere un primo passo verso la cura dell’AIDS
[Via rssSanità]
da Giuliano Parpaglioni
Gli omega-3 importanti per la lotta contro il cancro
Uno studio egiziano mette in luce come alcuni estratti di olio di pesce, come ad esempio l’acido docosaesanoico (DHA), un tipo di acido grasso omega-3, siano un ottimo aiuto per le terapie contro il cancro. Essi infatti riescono ad aumentare gli effetti positivi della chemioterapia e a mitigare quelli negativi.
La ricerca è stata condotta sui ratti, e i dati ottenuti in laboratorio sono incoraggianti: il DHA è in grado di proteggere il sistema nervoso e i reni dal cis-platino (un componente della chemioterapia) e allo stesso tempo da solo riesce a rimpicciolire la massa tumorale, usato insieme alla chemio ne aumenta l’efficacia. Questi studi suggeriscono un futuro più promettente per molti tipi di terapie anticancro, sia per la loro efficacia sia per gli effetti collaterali
[Via Science Daily]
da Giuliano Parpaglioni
Nuova tecnica contro le recidive tumorali
Può capitare che lo stesso cocktail di farmaci non riesca a funzionare su uno stesso tumore che si ripresenta: succede quando si sviluppa una farmacoresistenza. Attualmente la soluzione è quella di cambiare cocktail, spesso passando a farmaci più forti, e non è un mistero che la chemioterapia sia comunque dannosa per l’organismo.
Recentemente però, ricercatori dell’Universita’ di Stanford hanno pubblicato sulla rivista PNAS una tecnica capace di far imitare alle cellule tumorali il comportamento delle cellule intestinali: l’assorbimento. In questo modo il farmaco contro cui si è sviluppata una farmacoresistenza ricomincia a funzionare, perché assorbito dalle stesse cellule tumorali.
E’ una bella notizia, se si pensa al risparmio di sofferenze che potrà dare questa scoperta
[Via Cybermed]
da Giuliano Parpaglioni






