Posts Taggati come ‘caffè’
I 7 vizi che alzano la pressione
Eredità familiare? Caso? Forse, ma l’ipertensione è anche frutto di cattive abitudini che, con un po’ di impegno si possono abbandonare o almeno tenere sotto controllo.
Ecco i 7 vizi da cui fare attenzione:
1. Liquirizia. In pastiglie o tronchetti, provoca un transitorio aumento della pressione arteriosa. Colpa dell’acido glicirretico che favoriscono anche la ritenzione di liquidi.
2. Alcolici. Eccitano il sistema nervoso simpatico e induriscono le arterie. L’ideale è non superare la dose di un bicchiere di vino rosso al giorno (in questi limiti è ricco di antiossidanti).
Continua a leggere… »
da Marina Morelli
Tè e caffè riducono il rischio di diabete di tipo 2
Buone notizie per chi soffre di diabete di tipo 2. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del George Institute for International Health della University of Sydney in Australia ha scoperto che tè e caffè riducono il rischio di sviluppare il diabete.
Chi beve tre o quattro tazze di caffè al giorno ha un 25% di rischio in meno di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto a chi invece consuma solo uno o due tazze al giorno. Secondo gli scienziati, questo effetto vantaggioso non sarebbe attribuibile alla caffeina perché gli stessi risultati sono stati riscontrati nei consumatori di caffè decaffeinato. Stesso discorso per i consumatori di tè.
Bere tre o quattro tazze di tè al giorno riduce di un quinto il rischio di sviluppare il diabete. Per arrivare a questi risultati i ricercatori hanno condotto una serie di analisi sui dati raccolti in 18 studi diversi per un totale di persone coinvolte di quasi 450 mila.
“L’identificazione dei componenti attivi di queste bevande – ha commentato Rachel Huxley, che ha coordinato lo studio – consentirebbe di aprire nuove vie terapeutiche per la prevenzione primaria del diabete mellito”.
[Via asca]
da Marina Morelli
La pausa caffè aiuta la memoria
Gli scienziati hanno sempre concordato sul fatto che il sonno aiuti a consolidare la memoria, consentendo alla mente di passare al setaccio le conoscenze acquisite di recente nel cervello.
Ma un nuovo studio della New York University, pubblicato sulla rivista Neuron, ha suggerito che basta anche una breve pausa per aiutare il cervello a elaborare e a immagazzinare le informazioni nuove.
Lo studio spiegherebbe anche il perchè a volte ricordiamo dettagli di alcune informazioni mentre ci dimentichiamo di altre quasi immediatamente. “Una pausa caffè dopo le lezioni può effettivamente aiutare a immagazzinare le informazioni che si è appena apprese”, ha detto Lila Davachi, ricercatrice del Dipartimento di Psicologia della New York University e del Center for Neural Science.
Continua a leggere… »
da Marina Morelli
Caffè: alleato delle donne contro il tumore dell’endometrio
Una tazza di caffè meglio ancora se due, può essere un valido aiuto contro il rischio di sviluppare il cancro dell’endometrio.
E’ il risultato di uno studio svedese su 60.634 donne che sono state seguite per 17 anni.
In questo periodo, 677 donne, pari a circa l’1%, hanno sviluppato il cancro dell’endometrio. L’età media al momento della diagnosi era di 67 anni. Analizzando i dati sul consumo di caffè, gli studiosi hanno osservato che le pazienti che bevevano ogni giorno due o più tazze avevano un rischio notevolmente ridotto di ammalarsi, rispetto a quelle che ne bevevano di meno.
Continua a leggere… »
da Marina Morelli
Il caffè: La bevanda energetica che previene molte malattie
Questa piacevole bevanda che ogni mattina ci dà la carica, contiene molecole antiossidanti molto importanti e i suoi componenti rappresentano una forma di prevenzione verso le malattie cardiovascolari.
Un recente studio infatti, ha messo in evidenza che questa bevanda, assunta soprattutto dopo il consumo di alimenti fritti (quindi ricchi di radicali liberi), riesce a proteggere i livelli e l’ossidazione delle lipoproteine del colesterolo, difendendo anche l’organismo dall’eventualità di problemi aterosclerotici.
Continua a leggere… »
da Marina Morelli
Cinque caffè al giorno aiutano la memoria in pazienti affetti da Alzheimer
Bere cinque tazze di caffè al giorno potrebbe aiutare a curare i problemi di memoria che si osservano nell’Alzheimer.
L’equipe statunitense che ha condotto lo studio sui topi, sostiene che la caffeina ostacola la produzione delle placche di proteine che sono caratteristiche della malattia.
I 55 topi usati nello studio della University of Florida, pubblicato dal Journal of Alzheimer, sono stati cresciuti in modo da sviluppare i sintomi dell’Alzheimer. I ricercatori hanno condotto dei test comportamentali per confermare i danni alla memoria quando i topi avevano 18-19 mesi, l’equivalente dei 70 anni umani.
Quindi hanno dato a metà dei topi della caffeina dentro l’acqua che bevevano ogni giorno.
Continua a leggere… »
da Marina Morelli
Un decaffeinato per le arterie
Una tazzina di decaffeinato meglio ancora due, può migliorare funzionamento e salute delle cellule che rivestono internamente le arterie e da cui dipende l’insorgenza di molte malattie cardiovascolari.
E’ quanto emerge dallo studio del ricercatore presso il dipartimento di medicina interna e malattie cardiovascolari dell’Università di Palermo Silvio Buscemi pubblicato sulla prestigiosa rivista European Journal of Clinical Nutrition.
Lo studio di Buscemi, che da anni ha messo in piedi un gruppo di ricerca nel campo della nutrizione, ha rivelato “favorevoli effetti cardiovascolari” del caffè decaffeinato, effetti che appaiono dose-dipendenti. In pratica, a un gruppo di soggetti sani sono state fatte assumere in due diverse occasioni una o due tazzine di caffè decaffeinato e nell’ora seguente sono state valutate le variazioni della funzione endoteliale.
Continua a leggere… »
da Marina Morelli
I malati maschi di SLA potrebbero trovare giovamento nel caffè
La sclerosi laterale amiotrofica, o morbo di Lou Gehrig, è una malattia neurodegenerativa mortale, che porta alla progressiva incapacità di utilizzare i muscoli volontari. Uno studio presentato al 122nd Annual Meeting of the American Physiological Society mette luce sui pssibili effetti che il caffè potrebbe avere sui malati di SLA. In esperimenti su cavie, nei topolini maschi infatti è stata riscontrata un aumento delle azioni antiossidanti dell’organismo, cosa che rallenta il progredire della malattia, viceversa purtroppo nelle femmine questo aumento non c’è stato, anzi alcune volte c’è stata una azione negativa. E’ una ricerca ancora in fase embrionale, ma potrebbe essere una chiave per pensare ad una alimentazione diversa nei malati a seconda del genere
[Via Science Daily]
da Giuliano Parpaglioni






