Posts Taggati come ‘alzheimer’
Esercizio fisico e vitamina D per combattere i sintomi dell’Alzheimer
Per combattere i sintomi che avanzano dell’Alzheimer basta esercizio fisico e vitamina D. È quanto emerge da due studi presentati durante la Conferenza Internazionale sulla Malattia di Alzheimer negli Usa. Gli studi hanno evidenziato che chi fa regolarmente attività fisica ha il 40% di probabilità in meno di sviluppare la patologia che fa invecchiare il cervello, mentre i sedentari corrono il 45% di rischio in più.
Ma oltre allo sport, uno studio britannico ha evidenziato il ruolo protettivo della vitamina D. Esaminando 3.300 persone con più di 65 anni, David Llewellyn, dell’University of Exeter Peninsula Medical School, afferma che a bassi livelli della cosiddetta “vitamina del sole” il rischio sale del 42% e in soggetti con carenze gravi addirittura del 394%.
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da Marina Morelli
Il cervello senza acqua si stressa troppo
Anche il cervello ha bisogno di acqua. A dirlo è una ricerca condotta dal King’s College London: bastano 90 minuti di intense sudate per far invecchiare la materia grigia di circa un anno. La disidratazione, infatti, spiegano Matthew Kempton e Ulrich Ettinger dell’Institute of Psychiatry sulla rivista Human Brain Mapping, costringe i neuroni al super-lavoro, stressandoli proprio quando sono più affaticati. Per risollevare il cervello bastano uno o due bicchieri, sufficienti a riportarlo alla normalità.
Gli scienziati hanno sottoposto i volontari ad una prova fisica: pedalare per un’ora e mezza. Con una differenza, un gruppo doveva indossare una pesante tuta di ginnastica, mentre l’altro aveva un abbigliamento più leggero.
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da Marina Morelli
Frutta e verdura per ridurre il rischio di sviluppare l’Alzheimer
Pesce, carni bianche, noci, broccoli, frutta e verdura possono essere un valido aiuto per ridurre i rischi di sviluppo dell’Alzheimer. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Archives of Neurology dai ricercatori della Columbia University di New York, negli Usa, guidati da Nikolaos Scarmeas.
La ricerca, durata quattro anni e condotta sulle abitudini alimentari di 2.148 soggetti di 65 anni, ha dimostrato che una dieta ricca di noci, pesce, pomodori, pollo, verdure crucifere (come broccoli e cavolfiori), verdure a foglia verde (come barbabietole, carote, sedano e lattuga) e scura (come bieta e spinaci) e povera invece di carne rossa, interiora e burro, risulta in grado di ridurre il rischio di Alzheimer del 38%.
Un regime alimentare che riunisca questi alimenti, secondo gli autori, sarebbe infatti in grado di fornire un corretto apporto di acidi grassi (considerando quelli saturi, i monoinsaturi, gli omega-3 e gli omega-6), vitamine (la E e la B12) e folati, di cui i ricercatori hanno valutato le quantità in grado di proteggere l’organismo dall’insorgere della malattia.
da Marina Morelli
Scoperta relazione tra Alzheimer e obesità
Essere in sovrappeso è molto più pericoloso di quanto normalmente si pensi: aumenta incredibilmente il rischio di decesso per malattie cardiovascolari e non solo.
Uno studio pubblicato sulla rivista “Human Brain Mapping” ha evidenziato come l’obesità è una delle cause che compromette anche la struttura del cervello, generando così malattie come l’Alzheimer o altre demenze.
Le osservazioni fatte, hanno evidenziato che, chi supera abbondantemente di 30-40 kg il proprio peso forma, mostra una riduzione di tessuto cerebrale sia a livello dei lobi temporale, che frontale, una causa questa che provoca perdita di attenzione, di movimento e di memoria.
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da Marina Morelli
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di Frutta e verdura per ridurre il rischio di sviluppare l’Alzheimer « Quaderni socialisti il 14/04/2010 alle 12:17
Presto in commercio un prodotto a base di fragola per aiutare i malati di Alzheimer. Sarà commercializzato dalla Danone.
Un frullato a base di fragola potrebbe presto essere un aiuto per i malati di Alzheimer.
Contiene ingredienti naturali che si trovano nel latte materno e sarà capace di migliorare significativamente la memoria a breve termine nelle prime fasi della malattia di Alzheimer.
Fra due anni potrebbe essere commercializzato un nuovo frullato alla fragola capace di combattere l’Alzheimer. Il frullato, contenente ingredienti naturali che si trovano nel latte materno, è infatti capace di migliorare significativamente la memoria a breve termine nelle prime fasi della malattia di Alzheimer.
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da Marina Morelli
L’Alzheimer ora si sconfigge con le onde del cellulare
Insomma le onde del cellulare non trovano pace. C’è chi dice che fanno male e chi addirittura che faccia regredire l’Alzheimer.
E’ emerso da uno studio della University of South Florida e pubblicato sulla rivista Journal of Alzheimer Disease. La ricerca ha dimostrato che le onde elettromagnetiche allenano il cervello.
Anzi possono anche far regredire la malattia degenerativa. E’ quanto emerso da uno studio della University of South Florida pubblicato. La ricerca, effettuata su animali, avrebbe dimostrato che le onde elettromagnetiche “allenano” il cervello. Sì, avete capito proprio bene.
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da Marina Morelli
La dieta mediterranea aiuta nelle malattie neurodegenerative
E’ provato una dieta salutare di tipo mediterraneo aiuta nelle malattie neurodegenerative. Uno studio del Mount Sinai School of Medicine di New York ha evidenziato come questo stile alimentare, ovvero quello mediterraneo, può rallentare o prevenire l’insorgenza di malattie neurodegenerative.
Alimentazioni di tipo proteico, invece, possono letteralmente ridurre la massa cerebrale, e portare allo sviluppo dell’Alzheimer”, ha detto Sam Gandy, e i ricercatori a capo dello studio che hanno studiato gli effetti della dieta su dei topi di laboratorio, allevati specificatamente per sviluppare l’Alzheimer.
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da Marina Morelli
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di La dieta mediterranea aiuta nelle malattie neurodegenerative | La Dieta il 23/10/2009 alle 22:47
Trattamento contemporaneo di Alzheimer e diabete
E’ stata trovata una proteina cellulare che si è rivelata preziosa per due motivi: riesce sia a far abbassare il livello di glicemia tramite l’insulina, sia ad impedire la prematura morte delle cellule nervose.
La piccola molecola si chiama umanina, ed è conosciuta per la sua azione nei confronti della morte cellulare dei neuroni. Ora si è visto che può anche essere implicata nel metabolismo del glucosio, il che potrebbe essere utile sia nella cura del diabete sia nel trattamento dell’Alzheimer, perché il cervello ha estremo bisogno di glucosio. Forse si riuscirà a trattare entrambe le malattie con un unico trattamento
da Giuliano Parpaglioni





