Posts Taggati come ‘alcol’
Tenere la rabbia dentro fa male al cuore
Siete nervosi? Siete incavolati con il mondo intero? Sfogate la vostra rabbia, tenerla dentro fa male al cuore.
Ricercatori svedesi hanno analizzato 2.755 impiegati di Stoccolma fino a quel momento senza episodi di malattia cardiaca. I soggetti sono stati sottoposti a un questionario per capire come affrontavano le situazioni di conflitto sul lavoro, sia con i superiori che con i colleghi.
E’ così emersa, notano i ricercatori, una forte correlazione tra rabbia inespressa e malattia cardiaca. Come si legge sul Journal of Epidemiology and Community Health, i ricercatori hanno individuato le diverse strategie con cui un uomo affrontava le situazioni che causavano rabbia al lavoro: affrontare le cose di petto, lasciar correre senza dire niente, sottrarsi alle discussioni.
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da Marina Morelli
Partita la campagna “Vediamoci chiaro” contro l’abuso di alcol
Ha preso il via ufficialmente ieri la campagna del Ministero della Salute per la prevenzione contro l’abuso di alcol da parte dei giovani.
I preoccupanti dati illustrati recentemente nell’Alcol Prevention Day 2009 tenutosi ad aprile presso l’Istituto Superiore di Sanità e riferiti agli incrementi di consumo di alcolici da parte dei più giovani, in particolare durante il corso del fine settimana (proprio allo scopo di procurarsi un’ubriacatura – c.d. “binge drinking”), hanno suggerito di avviare un’iniziativa di comunicazione in concomitanza con il periodo estivo, vale a dire in un momento naturalmente destinato dai ragazzi allo svago.
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da Marina Morelli
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di Moda e Style » Blog Archive » Partita la campagna “Vediamoci chiaro” contro l’abuso di alcol il 04/08/2009 alle 13:57
Limiti legali del tasso alcolemico per chi si mette alla guida
Guidare sotto l’effetto di alcool è pericoloso sia per sé stessi sia per l’incolumità degli altri. Multe salate e la perdita di punti non hanno diminuito le morti per incidenti stradali dovute a elevati tassi alcoolici.
Il governo si è impegnato in una nuova iniziativa per sensibilizzare i giovani: tabelle informative che spiegano ai consumatori i livelli di alcol nel sangue.
Sarà obbligatorio esporre le tabelle nei bar e nei pub, pena la chiusura del locale da 7 a 30 giorni.
Ecco le tabelle:
da Marina Morelli
Il vino contrasta l’esofago di Barret
L’esofago di Barret è una condizione precancerosa, e molto spesso si sviluppa in un cancro all’esofago.
In palese contrasto con la notizia data un paio di settimane fa che metteva in allarme i consumatori di alcol perché causerebbe sempre e comunque una maggiore possibilità di tumori, una ricerca pubblicata sulla rivista Gastroenterology mostra come il vino sia un potente freno allo sviluppo di cancro all’esofago.
Questa ricerca si basa infatti sull’osservazione di più di 900 persone: sembra che l’assunzione di uno o due bicchieri di alcol al giorno riduca la formazione della condizione nota come “esofago di Barret” di oltre il 50%, e come conseguenza anche i tumori esofagei si presentano con meno frequenza.
Lo studio afferma inoltre che questo effetto non si vede, però, assumendo altri tipi di alcolici, come ad esempio la birra. Indubbiamente il rapporto tra alcol e tumori è ancora da esplorare, per ora rimaniamo sempre con l’idea che un moderato consumo, se non utile, è almeno piacevole.
[Via ScienceBlog]
da Giuliano Parpaglioni
Alcol e tumori vanno troppo d’accordo
Il vino a tavola, in dosi moderate, è un toccasana, così ci hanno sempre detto. Ora una ricerca scientifica basata sulla statistica di più di settemila cartelle cliniche mette in evidenza come sia più un danno che un toccasana: un bicchiere di vino al giorno, infatti, secondo uno studio francese, aumenterebbe del 168% la possibilità di contrarre un cancro alla bocca, inoltre aumenta di molto (anche se non di così tanto) la possibilità di cancro alla faringe, laringe, mammelle e colon. Seguiremo gli sviluppi di questa ricerca, che purtroppo ci lascia con l’amaro in bocca.
[Via rssSanità]
da Giuliano Parpaglioni
Sfatiamo i luoghi comuni sull’alcol
E sempre a proposito di alcol, sfatiamo alcuni luoghi comuni.
1. L’alcol rende più spigliati? Non è vero! L’alcol disinibisce, eccita, ed aumenta il senso di socializzazione, salvo poi superata tale fase iniziale, agire come un potente depressivo.
2. L’alcol rende più sicuri? Non è vero! L’alcol provoca un falso senso di sicurezza, riduce l’attenzione e le capacità di vigilanza. Il non pieno controllo del comportamento produce una diminuizione delle percezioni del rischio e delle sensazioni di dolore rendendo l’individuo più esposto a gesti, manovre, comportamenti lavorativi molto rishciosi per sè e per i colleghi.
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da Marina Morelli
Il questionario CAGE per scoprire se un parente è alcolista
E’ un questionario di sole 4 domande, molto usato dai medici, ma chiunque è in grado di fare queste domande a un aprente, o ad un amico, durante una serena conversazione, magari mascherando queste domande in mezzo ad altre riguardanti genericamente il suo stato di salute, se ritenete che domande troppo dirette sul bere lo possano mettere in allarme.
a) Hai mai pensato di ridurre il tuo bere?
b) Ti dà fastidio se qualcuno ti fa notare il tuo bere?
c) Ti sei mai sentito colpevole per il tuo modo di bere?
d) Ti sei abituato a bere subito al mattino per sentirti meglio?
Basta che la persona dia due risposte positive su quattro perchè possa essere considerato alcolista con buone probabilità. Nei giovani addirittura basta una risposta su quattro per far sospettare un comportamento alcolico.
da Marina Morelli
Il caffè non fa passare la sbronza
Il rimedio classico per molti: dopo una bevuta un caffè per riprendersi e poter guidare tranquillamente. Purtroppo non è così: il caffè non fa altro che mascherare gli effetti dell’alcol, che comunque, anche se non avvertiti, rimangono. Questo vuol dire non solo avere i riflessi rallentati alla guida, ma soprattutto non rendersene conto, con la conseguenza di aumentare il rischio. Inoltre il non percepire gli effetti dell’alcol porta a bere di più. L’unico rimedio per la sbronza, se si deve guidare, è aspettare: una, due, tre ore fermi in macchina è meglio che rischiare alla guida.
da Giuliano Parpaglioni






