Archivi della categoria ‘Diabetologia’
Il diabete di tipo 2 si cura con esercizio fisico e sana alimentazione
Il diabete di tipo 2 si può prevenire con esercizio fisico e dieta bilanciata, i farmaci invece sono inefficaci.
Questo è quanto emerso da uno studio su 9 mila pazienti pubblicato dal New England Journal of Medecine.
Ai partecipanti al trial era stata diagnosticata una ‘diminuita tolleranza al glucosio’, una condizione in cui il corpo non risponde bene ai segnali dell’insulina che si pensa possa essere un primo passo sulla via del diabete di tipo 2.
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da Marina Morelli
Impariamo a conoscere il diabete di tipo I
Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta ad un’alterata quantità o funzione dell’insulina. L’insulina è l’ormone prodotto dal pancreas che consente al glucosio l’ingresso nelle celllule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Quando il meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel sangue.
Si distinguono due forme di diabete: quello di tipo 1 e quello di tipo 2. Il primo è di solito facile da riconoscere perchè si manifesta nell’arco di poche settimane. Nel diabete di tipo 1 il pancreas non è più in grado di produrre insulina, per questo si parla anche di diabete insulino dipendente.
Nella maggior parte dei casi questo tipo di diabete appare fra i primi mesi di vita e i 17-18 anni.
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da Marina Morelli
Troppo tempo seduti aumenta il rischio di diabete e malattie cardiovascolari
Passare troppo tempo seduti fa male alla salute, anche se si cerca di compensare facendo esercizio. Una nuova ricerca, condotta dai ricercatori svedesi del Karolinska Institute, rivela infatti che l’inattività aumenta il rischio di sviluppare diabete e malattie cardiache, indipendente da quanto spesso si fa esercizio fisico.
Lo studio, a cui hanno collaborato anche i ricercatori della Swedish School of Sport and Health Sciences di Stoccolma, è stato pubblicato sul British Journal of Sports Medicine.
“Le possibilità di sviluppare la sindrome metabolica, una condizione che può causare il diabete, salgono del 26% per ogni ora in più che passiamo davanti alla televisione, e non fa differenza quanto tempo passiamo in palestra” hanno spiegato i ricercatori.
“L’unico modo per minimizzare gli effetti è di ridurre il tempo di inattività . E’ più semplice di quello che si pensi: basta prendere le scale invece che l’ascensore, oppure camminare in ufficio per qualche minuto durante la giornata di lavoro.
Fare attività intermittenti è la chiave”. I ricercatori hanno ammesso di non essere ancora in grado di capire come mai spendere troppo tempo seduti può causare problemi di salute. “Tuttavia – hanno concluso – le reazioni chimiche che si originano nel corpo per la troppa inattività non possono essere cancellate da un pò di esercizio. Nel futuro, le cliniche dovrebbero prendere in considerazione l’idea di consigliare ai pazienti di non stare troppo seduti e inattivi, non solo di fare esercizio”
da Marina Morelli
Il diabete può danneggiare le ossa
Il diabete può danneggiare anche le ossa, aumentando il rischio di traumi e fratture. E’ quanto ha scoperto un team di ricercatori americani della University of Medicine and Dentistry del New Jersey e della Boston University School of Medicine. “Il diabete è una condizione comune, che colpisce oltre 170 milioni di persone nel mondo, un numero destinato a raddoppiare nel 2030″, ha spiegato Dana Graves, ricercatore a capo dello studio pubblicato sull’American Journal of Pathology.
“Spesso i pazienti di diabete soffrono anche di scarsa densità e resistenza delle ossa, che può portare a fratture più frequenti e a tempi di guarigione più lunghi”. Per esaminare in che modo il diabete influiva sulle ossa, i ricercatori hanno svolto degli esperimenti di guarigione ossea su delle cavie di laboratorio.
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da Marina Morelli
Il diabete mellito di tipo 2 potrebbe diventare insulino-indipendente
Tra le cause del diabete mellito di tipo 2 c’è l’obesità . Il grasso corporeo infatti è capace di instaurare una iperdipendenza dall’insulina, con la conseguenza che il pancreas si sforza e smette di funzionare, rendendo la persona dipendente dalle iniezioni di insulina. Una ricerca pubblicata sulla rivista Cell Metabolism ha rivelato i meccanismi di questa condizione: le cellule grasse rilasciano una molecola, chiamata PEDF (pigment epithelium-derived factor), che desensibilizza i muscoli e il fegato rispetto all’insulina, questo porta appunto ad una richiesta maggiore dell’ormone, affaticamento del pancreas e blocco della produzione.
Gli scienziati hanno scoperto che bloccando questo fattore la condizione di normalizza, e questo, sperano, porterà allo sviluppo di farmaci più mirati ed efficaci, evitando probabilmente a moltissime persone di doversi fare una puntura a pasto
[Via Science Daily]
da Giuliano Parpaglioni
Alimentazione corretta e sport per combattere il diabete
Alimentazione, attività fisica e altri fattori legati allo stile di vita: ecco che cosa influisce sul rischio di sviluppare il diabete, anche dopo i 65 anni, secondo uno studio americano. “Con l’età , il diabete è comune e quasi interamente prevenibile”, sostiene il Dr. Dariush Mozaffarian della Harvard School of Public Health, Boston, che ha diretto lo studio.
“Il diabete è fondamentalmente una malattia causata dallo stile di vita”. L’equipe di Mozaffarian ha seguito 4.883 uomini e donne, dai 65 anni in su, per un periodo di 10 anni. All’inizio dello studio, nessuno aveva il diabete. Gli studiosi hanno raccolto i dati tramite un questionario annuale e degli esami fisici e hanno classificato i partecipanti in due gruppi, uno a basso rischio, l’altro ad alto rischio, a seconda del livello di attivita’ fisica, dell’alimentazione seguita, se erano o no fumatori e bevitori, del peso corporeo e della circonferenza vita.
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da Marina Morelli
Forse il diabete ha origini batteriche
Il batterio che causa il morbo di Chron potrebbe essere la causa del diabete di tipo 1. Lo studio è stato condotto all’Universita’ di Sassari e mostra come il 70% dei diabetici sardi e inglese, e il 40% di quelli lombardi, presenti questo batterio.
Il contagio è infantile, infatti il batterio si tramette col latte e i latticini, anche nel latte in polvere e ha una lunghissima incubazione, questo spiegherebbe perché la maggior parte dei casi di diabete si presenta dopo una certa età . Chissà , se questa notizia dovesse rivelarsi confermata, forse si potrebbe combattere il diabete con un antibiotico
[Via Cybermed]
da Giuliano Parpaglioni
Le cellule del pancreas possono replicarsi
Buone notizie per i malati di diabete: in futuro potrebbero esserci concrete cure, non solo l’integrazione di insulina. RIcercatori della Pittsburgh School of Medicine hanno infatti scoperto che, se opportunamente stimolate, le cellule beta del pancreas, quelle adibite alla produzione di insulina, possono riprendere a replicarsi.
Esistono tipi di diabete infatti in cui le cellule muoiono per cause autoimmuni, la ricerca dei ricercatori di Pittsburgh potrebbe ristabilire le funzionalità perdute, evitando quindi il legame a vita con la siringa ipodermica che oggi esiste e restituendo una vita comune a tutti i malati.
[Via Eurekalert]
da Giuliano Parpaglioni






