Ginecologia, Sesso e salute

Gonorrea: sintomi, cura e consigli

neisseriaIl termine gonorrea, vocabolo di origine greca che significa “flusso di seme”, indica una delle malattie più comuni a trasmissione sessuale.

Conosciuta anche come blenorrea o blenorragia, la gonorrea è un’infezione batterica tipica degli adolescenti e dei giovani adulti, tra i quali il rischio di contagio è direttamente proporzionale al numero di partner sessuali avuti.

L’infezione è causata dalla Neisseria gonorrhoeae, un batterio che causa a livello della mucosa urogenitale (e congiuntivale) una infiammazione acuta purulenta.


Nel maschio eterosessuale causa una uretrite acuta; nel maschio omosessuale può causare una proctite e una faringite; nella donna adulta una endocervicite e/o una proctite e/o un’uretrite e/o una faringite; nella donna prepubere una vulvovaginite.

In condizioni favorevoli di temperatura (37°C) e di umidità, vive e si moltiplica anche al di fuori dell’organismo umano, permettendo la trasmissione anche attraverso la biancheria infetta.

Si tratta, di una malattia difficile da diagnosticare, soprattutto nella donna, nella quale i sintomi compaiono solo nello stato avanzato, quando provocano dolore, bruciore nei rapporti sessuali e perdite anomale e di sangue. Se trascurata l’infezione tende a diffondersi e, oltre a causare dolori pelvici e renali, può condurre il paziente alla sterilità.

Nelle donne il batterio, che al momento del contagio si trova sulla cervice o sul collo dell’utero, può risalire l’apparato genitale femminile fino a raggiungere le ovaie e l’addome. In questa zona i dolori pelvici cronici e un’eventuale infiammazione delle tube di Falloppio possono alterare l’anatomia dell’apparato genitale femminile e ostruire il percorso dell’uovo verso le tube.

La diagnosi che confermi la presenza di questi due disturbi, gonorrea o clamidia, si ottiene attraverso specifici test di laboratorio. Si procede attraverso l’esecuzione dell’esame microscopico diretto e dell’esame colturale su campioni prelevati dalle zone infette, in genere:

• secrezioni uretrali o vaginali nel caso di sospetta gonorrea
• tampone endocervicale nel caso di sospetta clamidia.

La Gonorrea è curata con antibiotici, quali penicillina, tetracicline ed eritromicina ma sempre sotto stretto controllo medico.

Sono anche disponibili test che, rilevando il livello di anticorpi specifici contenuti in un campione di urina, consentono di evidenziare l’eventuale presenza di infezione.
Se i risultati delle analisi sono positivi il trattamento prevede la scelta della terapia antibiotica più idonea che dovrà essere precauzionalmente somministrata anche al partner.

La gonorrea e la clamidia sono malattie sessualmente trasmesse (MST), quindi, per non contrarre queste infezioni (cosi come per le altre MST) è importante evitare i comportamenti “a rischio” di contagio, utilizzando sempre il preservativo durante i rapporti sessuali.

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feb  10
21
alle 10:17
da Marina Morelli


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