Studi e Ricerche

Outox: La bibita antisbronza?

outoxE’ nata in Francia sa di pera e secondo chi la commercializza, dimezza la quantità di alcol nel sangue, con il risultato di rendere più sobri nel giro di mezz’ora.

I suoi ingredienti però non sono stati completamente noti. A quanto pare contiene: carciofo, erba angelica, tè yunan ed erbe che l’azienda tiene rigorosamente segrete.

Ci si chiede, perché tenere segreti gli ingredienti? Se la bevanda proposta è valida, questa efficacia va provata scientificamente. Leggere di componenti segreti nella bevanda è di per sé sufficiente a rendere chiunque sospettosi.

In Francia dove la bevanda è nata, appena immessa sul mercato è finita nel mirino dell’Istituto di sanità francese, che ne bloccò la vendita. Tre mesi dopo il provvedimento fu annullato.

Qual è la sua funzione?


A quanto pare è una sorta di digestivo che agisce su stomaco e fegato, facilitando così anche la digestione degli alimenti. In pratica, gli ingredienti della bevanda metterebbero in funzione il sistema digestivo, agendo sul fegato e provocando la liberazione di enzimi che ossidano l’alcol. L’organismo quindi lo eliminerebbe più in fretta, limitando anche gli effetti nocivi su mente e corpo.

Per quanto i risultati paiono essere reali e cioè effettivamente entro la mezz’ora chi l’ha provata ha detto di sentirsi più sveglia e in grado di guidare, ci sembra un po’ azzardato quello che scrive l’azienda sul sito web. Lascia intravedere, la possibilità di potersi mettere tranquilli al volante una volta assunta la bevanda e questo è irresponsabile e allo stesso tempo un rischio.

La disintossicazione vera e propria va affrontata su più piani. In primo luogo il medico di medicina generale, può fornire indicazioni sui centri algologici, dove opera personale specialistico per la prima fase di recupero, ovvero quella dove sono indispensabili i farmaci, come il gammaidrossibutirrico, capace di mimare l’effetto dell’alcol sulle cellule nervose per calmare l’astinenza, associato ad altri farmaci che favoriscono l’eliminazione dell’alcol dall’organismo.

La seconda fase è quella in cui il paziente ha bisogno di un sostegno psicologico. E la terza fase è la consapevolezza di non dover mai più bere poiché si è incapaci di controllarsi.

Di sostegno in questa ultima fase sono importanti gli amici che possono aiutare la persona a evitare quelle situazioni (cene, aperitivi) che scatenano il desiderio di bere e quindi le ricadute.

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ott  09
19
alle 11:13
da Marina Morelli


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