Oggi a Cagliari si discute di Eiaculazione precoce
Questa mattina a Cagliari si aprono i lavori del convegno “Un passo avanti nella diagnosi e nella terapia dell’eiaculazione precoce”, svolti in contemporanea in altre 11 città italiane e organizzati da Sia (Società italiana di Andrologia), Siams (Società italiana di andrologia e medicina della sessualita’) e Siu (Societa’ Italiana di Urologia).
E’ il problema sessuale più frequente. Si calcola che circa il 20% della popolazione maschile abbia questa disfunzione. La forma patologica, detta anche primitiva, si ha quando l’eiaculazione precoce è una costante della vita sessuale, si presenta già prima del rapporto sessuale e interessa anche la masturbazione.
Ad oggi, la terapia è farmacologica con l’eliminazione transitoria dei sintomi che determinano l’eiaculazione precoce e il conseguente prolungamento delle prestazioni.
“Di solito la durata media di un rapporto è stima tra i tre e i sette minuti”, ha precisato il direttore della Clinica urologica dell’Università di Cagliari Antonello de Lisa, “e si può parlare di EP quando si scende sotto il minuto o, appunto, quando l’eiaculazione arriva prima della penetrazione.
Il problema, com’è comprensibile, non riguarda solo il singolo, che si sente inadeguato, ma si estende anche alla vita di coppia. Se escludiamo i casi in cui la patologia è dovuta a disfunzioni fisiche, come infiammazioni o accentuata sensibilità, in 8 casi su 10 le cause sono di tipo psicologico e il soggetto sarà quindi trattato con terapie psico-comportamentali.
Nei casi più gravi, invece, si passa all’uso del farmaco”, ha confermato De Lisa, “che aiuta il paziente ad avere una prestazione considerata standard”.
Durante il convegno è stata sottolineata l’importanza di un costante contatto tra pazienti e specialisti, “non solo per l’efficacia del trattamento, ma anche perché riteniamo”, ha detto De Lisa, “che la patologia sia sottostimata. Per questo, anche alle minime avvisaglie, è importante parlare con uno specialista, sia esso un andrologo o urologo”.
da Marina Morelli
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