Italiane le maggiori bulimiche da cosmetici
Capodanno è alle porte e già ci si comincia a preparare per il veglione, scegliendo il vestito e il trucco.
Noi italiane in questo campo risultiamo al primo posto tra le donne europee, come dipendenti dal fenomeno del “cosmetic addict” (bulimia da cosmetici), una vera mania di provare più cosmetici possibili per calmare l’ansia da invecchiamento.
Attenzione però alle reazioni allergiche o irritative perché l’utilizzo improprio di sostanze nocive per la pelle può provocare la comparsa di arrossamenti, pruriti, bruciore e secchezza a livello cutaneo, soprattutto nella zona del contorno occhi dove la pelle è più delicata e sensibile”, evidenzia Matteo Cagnoni, dermatologo e presidente dell’Irdeg (Istituto di ricerca e cura di dermatologia globale) di Ravenna sottolineando che quando la sostanza irritante è in concentrazione alta si rischia la dermatite irritativa (la più frequente) o da contatto.
D’altra parte che i cosmetici possano nascondere trappole pericolose per la pelle lo testimoniano anche le recenti operazioni dei Nas che proprio sotto le feste di Natale hanno sequestrato in varie regioni cosmetici dannosi.
“Ci possono essere anche reazioni crociate perché molte sostanze utilizzate nei cosmetici sono le stesse che compaiono nel settore alimentare e farmaceutico”, aggiunge il dermatologo. Secondo una recente ricerca, condotta su 7.800 donne, si è evidenziato che ogni donna mediamente utilizza dai 12 ai 14 prodotti cosmetici al giorno, ognuno dei quali composto da circa 25 ingredienti fra additivi e conservanti, stressando così la pelle con più di 300 sostanze.
“E’ arrivata, per fortuna, la ecodermatologia, cioè la realizzazione di prodotti compatibili con la pelle (assenza di sostanze occlusive) e con l’ambiente (biodegradabili)”, conclude Cagnoni che consiglia alle italiane, prima di spalmarsi qualsiasi crema, di effettuare il check up cutaneo perché le pelli più sensibili hanno una reattività molto elevata nei confronti delle aggressioni esterne a causa dal loro film idrolipidico che non garantisce un buon effetto-barriera contro di esse.
da Marina Morelli
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