Fuoco di Sant’Antonio e ictus
I pazienti colpiti dal ‘fuoco di sant’Antonio’ hanno il 30% di probabilità in più di subire un ictus entro l’anno successivo.
E il rischio è ancora superiore se la malattia ha coinvolto gli occhi. Almeno questo è quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Taipei Medical University Hospital e pubblicato sulla rivista Stroke: Journal of the American Heart Association.
Il cosiddetto fuoco di sant’Antonio, o herpes zoster, è una patologia scatenata dal virus varicella-zoster (VZV). Dopo che una persona ha contratto la varicella ed è guarito, il virus continua a permanere nell’organismo, restando in stato di latenza in molte terminazioni nervose.
Normalmente non provoca problemi, ma può occasionalmente tornare alla virulenza provocando l’herpes zoster. “Diversi studi avevano suggerito che le persone con un’infezione da herpes zoster potessero essere a maggior rischio di incorrere in un ictus, ma questo è il primo che dimostra e quantifica il rischio effettivo a seguito di questa infezione”, ha detto Jiunn-Horng Kang, che ha diretto la ricerca, in cui sono stati considerati 7760 soggetti curati per herpes zoster fra il 1997 e il 2001.
Rispetto al gruppo di controllo, è risultato che le persone colpite da fuoco di sant’Antonio avevano il 31 per cento di probabilità in più di incorrere in un ictus nell’anno successivo alla malattia, e che se questa aveva interessato anche gli occhi o la regione cutanea circostante la probabilita’ aumentava addirittura del 428 per cento.
“Anche se i meccanismi attraverso cui aumenta il rischio di ictus restano poco chiari, la possibilità di sviluppare un ictus dopo un attacco di herpes zoster non andrebbe sottovalutata”, hanno concluso i ricercatori.
da Marina Morelli
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