Fiori da mangiare
Avete mai provato un risotto alla Calendula? E una frittata di Nasturzio? No, non sono impazzita, i fiori e le piante possono essere mangiati! Non hanno calorie e nemmeno sostanze nutritive quindi usateli tranquillamente per insaporire piatti.
Casola nel ravennate è la città capitale della cucina dei fiori e delle erbe officinali. In questa città dal 1938 esiste un giardino collinare di 4 ettari coltivato con 400 tipi di piante e fiori aromatici, per la cosmesi, la farmacopea e la liquoristica.
Molti ristoranti propongono fiori, bacche, radici, germogli e se vi trovate da quelle parti provate i tagliolini con burro fuso e fiori di zafferano, una squisitezza.
E anche l’alta cucina ha fatto la scoperta. Uno degli chef più famosi d’ Europa, Igles Corelli, rielabora sui fornelli tutto quello che trova nei prati. E dispensa alcuni segreti: «Tutti i fiori si possono friggere – rivela Corelli – gerani odorosi, nasturzi, quelli aranciati che assomigliano ai fiori del cappero, sambuco, acacia, margherite, viole del pensiero, fiori di rucola. Il segreto – parola di chef – è scuotere via il polline. Si passano nel latte. Poi si tuffano nella farina».
Mauro Salvatori, presidente della società d’ area di Casola Valsenio, Brisighella e Riolo insegna come raccoglierli:
- Bisogna prendere quelli lontano dalle strade trafficate.
- Vanno raccolti all’ ultimo momento.
- Bisogna reciderli con le forbici e non con le mani. E adagiarli belli stesi in un cestino. Per intenderci, niente buste di plastica.
- Poi a casa si conservano a bagno in acqua e ghiaccio.
Tutti i fiori sono eduli, cioè buoni da mangiare. O quasi. Sono pochissimi quelli da cui bisogna stare alla larga. Attenti ai velenosi: oleandro, ciclamino, stella di natale. E la belladonna: fiore a campanula e contenuto allucinogeno. Per quanto riguarda la camomilla va bene la romana. Quella con la corolla più grossa è perfetta per le misticanze.
Molto meno bene va la montana, più mingherlina. La rosa canina rende al massimo nelle marmellate. Con i papaveri si fanno i biscotti e un liquore. I fiori di calendula sono speciali negli spaghetti. Il tarassaco, cioè il fiore giallo dei fossi che poi diventa un soffione, rende una frittata un piatto da gourmet.
Con la carne si sposano i fiori di melograno, rossi e focosi: si cospargono a pioggia sulla carne, appena spento il fuoco: si amalgameranno da soli con il calore.
da Marina Morelli
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