Essere pigri non fa bene alla salute!
Ogni anno nel nostro paese, muoiono per inattività fisica e malattie a essa correlate circa 28 mila persone.
Dati allarmanti contenuti nella relazione annuale del Ministero della Salute sullo stato sanitario del paese.
In Italia il 40,2% della popolazione di età uguale o superiore ai 3 anni dichiara di non praticare nè attività sportiva né attività fisica nel tempo libero; la sedentarietà è più frequente tra le donne (45%, contro il 35,3% degli uomini) mentre lo sport sembra essere un’attività prettamente giovanile e maschile.
I dati raccolti sul tempo trascorso davanti alla televisione o ai videogiochi e sull’attività fisica praticata dai bambini e adolescenti di età compresa fra i 6 e i 17 anni sono sconfortanti: 1 bambino su 4 pratica sport per non più di un’ora a settimana.
Inoltre, la metà circa dei bambini ha la Tv in camera e la guarda per 3 o più ore al giorno. Non meno allarmanti i dati sull’alimentazione, nonostante il legame con lo sviluppo di malattie cardiovascolari, tumori, diabete mellito, sovrappeso e obesità sia ben noto.
Quest’ultima condizione, poi, oltre a essere causa diretta di riduzione della qualità della vita per le persone che ne sono affette, rappresenta essa stessa un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, tumori e diabete.
Riguardo alle abitudini alimentari, il 96% degli intervistati Passi (Progressi delle Aziende sanitarie per la salute in Italia), sistema continuo di sorveglianza della popolazione italiana adulta sui principali fattori di rischio comportamentali, ha dichiarato di mangiare frutta e verdura almeno una volta al giorno ma solo il 10% mangia le 5 porzioni raccomandate per un’efficace prevenzione delle neoplasie.
L’abitudine a consumare 5 o piu’ porzioni di frutta e verdura al giorno è più diffusa tra le persone sopra ai 50 anni, tra le donne (12%), tra le persone con basso livello d’istruzione (10%) e tra le persone obese (12%).
da Marina Morelli
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