Ernia del disco: affrontare il dolore
Piegarsi, allungarsi, girarsi, senza la nostra colonna vertebrale sarebbe impossibile. In questo sistema quasi perfetto c’è un punto debole: i dischi intervertebrali. Se li si sovraccarica troppo e in modo errato e per troppo tempo, si rischia di danneggiare la schiena con conseguenze molto dolorose.
I dischi si trovano tra una vertebra e l’altra e sono una specie di cuscinetto che ammortizza la colonna vertebrale. Sono costituiti da un anello fibroso esterno di cartilagine che circonda una parte interna gelatinosa chiamata nucleo polposo.
L’anello esterno del disco può diventare fragile, addirittura rompersi e in questo caso parte del nucleo polposo interno fuoriesce formando appunto un’ernia. L’ernia si preannuncia con dolore alla schiena (lombalgia) e un senso di intorpidimento alla gamba e provoca disturbi simili a quelli della sciatica. Nel caso peggiore può portare fino alla completa immobilità .
Se avvertite un dolore che dalla schiena si irradia fino alla gamba, dovreste consultare subito il medico, potrebbe trattarsi di un’ernia che può peggiorare nell’arco di 24 ore e rendervi impossibili le normali attività quotidiane. Se il dolore si manifesta in maniera improvvisa e violenta siamo di fronte al tanto temuto colpo della strega.
Nella fase acuta sono necessari riposo e calore. Bisogna rimanere a letto per evitare sollecitazioni della schiena e assumere farmaci antinfiammatori e antidolorifici. Se questa cura non dovesse bastare si aggiungono infiltrazioni, cioè farmaci che vengono iniettati direttamente sulle articolazioni delle vertebre o nei nervi per attenuare il dolore. Efficaci in molti casi sono anche i trattamenti fisioterapici (manipolazioni, trazioni manuali, esercizi, ecc..).
Se questa terapia non funziona si può pensare alla possibilità di fare delle infiltrazioni, in un’ernia particolarmente acuta si può anche introdurre un sottilissimo ago-catetere nel canale vertebrale, che può essere lasciato là per alcuni giorni ed in questo modo si possono far arrivare i farmaci direttamente nella zona interessata.
E se nemmeno questo aiuta allora si può pensare alla chirurgia. Esistono due tecniche moderne di operazione: il metodo microchirurgico e quello endoscopico. Entrambe le tecniche sono possibili in forma ambulatoriale, dato che il paziente già dopo poche ore può stare in piedi. Anche la convalescenza è identica.
Ultima alternativa è la protesi, per quei pazienti nei quali il disco intervertebrale è completamente logorato e quindi non è più in grado di svolgere la sua funzione di ammortizatore tra le due vertebre. In questo caso si può sostitutire completamente il disco intervertebrale con una protesi artificiale.
Attualmente la medicina sta cercando anche altre strade per combattere questa malattia. E’ allo studio la possibilità d un trattamento attraverso le cellule staminali che, verrebbero impiantate nel disco intervertebrale danneggiato. Queste cellule, sarebbero non solo in grado di contrastare la degenerazione del disco intervertebrale, ma anche di avere un effetto rigenerativo, contribuendo a ricreare il tessuto gelatinoso del disco.
da Marina Morelli
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