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Una contestata campagna giapponese contro la sindrome metabolica

Il governo giapponese ha lanciato agli inizi di aprile, una controversa campagna contro la sindrome metabolica. Questa sindrome può comportare malattie cardiovascolari e diabete ed è diagnostica quando ci troviamo davanti a un eccesso di grasso addominale associato con almeno due di questi 4 criteri medici: trigliceridi elevati, diabete elevato, bassi valori di colesterolo HDL e ipertensione.

Nel 2004, hanno condotto uno studio con 3900 persone maggiori di 20 anni e hanno scoperto che il 23% degli uomini e il 9% delle donne erano affetti da questa sindrome. Questi risultati, combinati con la rapida crescita della spesa sanitaria – 33.100 miliardi di yen (207 miliardi di euro) – nel 2005, ha portato il governo a lanciare una campagna che richiede che tutti i giapponesi da 40 a 74 anni circa 56 milioni di persone, di sottoporsi alla misurazione del loro girovita.

Ma perchè questo ha provocato polemiche?

A partire dal 2013, i contributi per finanziare il sistema sanitario saranno adeguati a secondo del numero degli affetti da sindrome metabolica. Molte persone affette da sindrome metabolica, maggiore sarà il contributo. In caso contrario il contributo diminuirà. Alcuni medici credono che i criteri usati per la diagnosi di sindrome metabolica dal governo sono in grado di portare le persone in buona salute nella popolazione a rischio. I criteri sono fissati a 85 cm di girovita per gli uomini e 90 cm per le donne il limite oltre il quale la sindrome può essere diagnosticata.
Tali criteri, stabiliti sulla base delle raccomandazioni del Giappone Società per lo Studio della Obesità, sono visti da alcuni come il risultato di un’azione di lobbying di gruppi favorevoli per la campagna di screening.

[Via lemonde]

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apr  08
29
alle 11:00
da Marina Morelli


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