La contestata RU486 pericolosa alternativa all’aborto chirurgico

E’ la pillola più contrastata degli ultimi anni ed è motivo di discussione proprio in questi giorni, ovvero la RU486 la pillola abortiva.
La Francia ha chiesto all’Aifa (Agenzia del Farmaco) Â l’autorizzazione alla diffusione della pillola abortiva nel nostro paese.
L’autorizzazione alla commercializzazione deve essere data dal Consiglio di Amministrazione dell’Aifa che non ha ancora preso una decisione.
In Italia non è vietato l’aborto farmacologico, se non viene ancora praticato e perché la Exelgyn la ditta che produce il farmaco non ne ha mai chiesto l’autorizzazione per la commercializzazione in Italia.
Il protocollo da seguire è stabilito: il primo giorno le donne assumono la prima pillola, la Ru486 vera e propria. Dopo 48 ore c’è un secondo farmaco, il Misoprostol che induce le contrazioni e provoca l’espulsione dell’embrione. Dopo due settimane c’è la visita di controllo per verificare che l’aborto sia avvenuto completamente.
Questo equivale a un aborto che tra mille angosce è possibile duri anche 14 giorni. Il 5% espelle l’embrione tra il primo e il secondo farmaco, l’80% dopo 24 ore dal secondo farmaco cioè entro i primi tre giorni e un 12-15% nei quindici giorni successivi. Le altre avranno bisogno di un intervento chirurgico per aborto incompleto o perché la gravidanza è continuata.
Avete una vaga idea dell’impatto psicologico di tutto questo su una donna?
Vediamo di capire cosa è questa Ru486. La sua molecola è il Mifepristone ed è un ormone anti-progestinico.
Che cos’è il progesterone? È l’ormone (dal latino pro che favorisce e gestare gravidanza) che assicura il mantenimento della gravidanza. Il Mifepristone è l’ormone che blocca l’azione progestinica sui recettori inibendo lo sviluppo embrionale e causando il distacco e l’eliminazione dalla mucosa uterina.
L’azione necessita a volte di essere completata in un secondo tempo con una prostaglandina (Misoprostol) che provoca contrazioni uterine e favorisce l’eliminazione della mucosa dell’embrione.
La procedura può fallire in meno dell’1% dei casi, e in circa il 5% dei casi è necessaria la revisione chirurgica della cavità uterina per completarla, o per bloccare eventuali emorragie che possono verificarsi.
Il protocollo dice che se sarà concessa la commercializzazione sarà un farmaco di fascia H (farmaco da dare solo in ospedale) e obbligherà le pazienti a stare almeno un giorno in ospedale. Nessuno spiega però che la quasi totalità delle volte l’espulsione avviene dopo il secondo farmaco il Misoprostol che viene preso a casa dopo 48 ore. La donna sarà a casa da sola tra nausee, crampi dolorosi, flusso emorragico e quindi a vedere, nella maggioranza dei casi, l’embrione abortito.
La parola giusta in ogni caso non è RU486 ma “EDUCARE“, educare all’uso del preservativo, insegnare i metodi contraccettivi, parlare a scuola di contraccezione. Far vivere a una donna l’incubo di aspettare che il feto venga espulso e caso mai vederlo su un assorbente o cadere in un water e qualcosa di doloroso e drammatico e di sicuro non ha niente a che fare con l’emancipazione delle donne a cui molte volte questa pillola viene associata.
C’è una sterminata letteratura su 16 casi accertati che hanno avuto conseguenze gravi dall’assunzione della RU486 e più di 600 casi di reazioni avverse segnalati spontaneamente alla Food and Drug Administration  (ente americano preposto alla registrazione dei farmaci) tra il 2000 e il 2004. Questi 607 casi sono stati pubblicati sugli annals of Pharmacopteraphy.
Ecco il link: TheAnnals
Ecco il link Salutefemminile dove trovete invece il racconto drammatico di una donna che ha fatto uso della RU486
A questo link Avvenireonline invece troverete un intervista al dottor Didier Sicard primario di Medicina Interna all’Ospedale Cochin di Parigi convinto assertore dell’importanza della pillola fino a quando per un infame destino ha perso una figlia, morta a 34 anni dopo aver assunto la Ru486.
da Marina Morelli
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dicembre 15th, 2008 at 17:59
Giusto!
dicembre 15th, 2008 at 18:07
Quando c’era Hitler si chiamava “selezione della razza”… Oggi porta il nome dei farmaci… Il nome sarà dierso ma il fine è sempre lo stesso…
dicembre 15th, 2008 at 19:06
salve, giorno 12 mi è arrivato il ciclo, ieri pomeriggio(e quindi dopo 2 gg dall’inizio del ciclo) ho avuto rapporto con il mio raga senza protezione cioè a coito interrotto, la sera stessa mi sono accorta che il flusso del ciclo mi era aumentato…che significa? grazie per le risposte..
dicembre 15th, 2008 at 20:06
Francy
il coito interrotto è un pessimo metodo contraccettivo sia durante il ciclo che fuori dal ciclo.
Il flusso aumentato non ha nessuna rilevanza, può succedere. Ti consiglio una visita dal tuo ginecologo con cui potrai discutere della migliore contraccezione per te.
dicembre 15th, 2008 at 20:07
E’ pur sempre un omicidio!
Farmaco o non farmaco!
Se lo stato legalizza, diventa uno stato ne più ne meno identico agli Usa, dove la pena di morte è un abitudine.
Ognuno si prenda le sue responsabilità etico e morali.
Per i credenti cattolici, l’assunzione del farmaco dimostra se ci credono o no!
luglio 31st, 2009 at 01:19
Concordo con te Jommi