In Italia ci sono troppi portatori attivi del virus dell’epatite B
In Italia sono 100.000 i portatori attivi del virus dell’epatite B, e di questi il 40% sono immigrati. Moltissime altre nuove infezioni si aggiungono a questo quadro già preoccupante, come infezioni dovute a rapporti sessuali, a droga iniettata, a manovre mediche e a piercing e tatuaggi.
I dati sono stati diffusi dal professor Pietro Lampertico, gastroenterologo dell’universita’ di Milano, nel corso di una conferenza stampa al 59esimo Annual meeting of the american association for the study of liver disease, che si sta svolgendo a San Francisco. Il virus B è 100 volte più infettivo di quello dell’Aids.Questa malattia non da’ sintomi se non quando e’ grave per cui molti hanno il virus ma non lo sanno. Possiamo quindi immaginare che tra pazienti non identificati e quelli che sono convinti di non trasmettere la malattia ci siano 100.000 portatori di virus attivi e nascosti che contribuiscono alle nuove infezioni, che in Europa sono un milione ogni anno.
Se non trattata l’epatite B porta a cirrosi e cancro del fegato rappresentando così la decima causa di morte nel mondo con 400 milioni di persone con un’infezione cronica. Fortunatamente – sottolinea Lampertico – una legge del 1991 ha reso obbligatoria la vaccinazione contro l’epatite B per i neonati ed i bambini di 12 anni per cui ad oggi nel nostro Paese tutti i giovani sotto i 27 anni sono protetti.
Così non è per la fascia di popolazione dai 28 anni in su per cui è importante la diagnosi precoce dei casi nascosti, dei comportamenti a rischio e la conoscenza dei contatti e dei familiari. Un ruolo importante in questo deve essere svolto dal medico di famiglia.
da Marina Morelli
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