Europei più sensibili ad HIV: colpa di Cesare
Anche se non è molto pubblicizzato, esistono delle persone più resistenti ad HIV: in percentuale, generalmente, si aggira intorno al 10% e dipende da un particolare gene, il quale può essere presente in varie forme, e una di queste manifesta appunto questa resistenza.
Ebbene, il lavoro di alcuni scienziati francesi, pubblicato su Infection, Genetics and Evolution, mostra come per le popolazioni che duemila anni fa sono state colonizzate dagli antichi romani, la presenza nella popolazione della versione del gene che da la resistenza è inferiore: ad esempio, in Spagna e in Italia questo tipo di gene è presente al di sotto del 6% della popolazione, contro appunto l’8-11% di popolazioni come quella inglese o tedesca, o addirittura 15% per popolazioni mai venute a contatto con i romani.
I motivi di questa differenza genetica non sono chiari, c’è però l’altra faccia della medaglia: se hai questa mutazione sei più vulnerabile al West Nile Virus, che anni fa ha causato una piccola crisi negli Stati Uniti
[Via la salute in pillole]
da Giuliano Parpaglioni
Ultimo commento:
di mino il 24/10/2008 alle 17:20
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ottobre 24th, 2008 at 17:20
Come si fa a vedere se si è contratto l’aids? con l’analisi del sangue risulta? e se si supponendo che la malattia si contragga per esempio oggi dopo quanto risulta la malattia nelle analisi?grazie
ottobre 24th, 2008 at 17:27
Esiste un test che si fa tramite prelievo, con le normali analisi non risulta: bisogna richiederlo. Normalmente i primi sintomi, lievi, si hanno dopo una quindicina di giorni, tempo in cui si dovrebbero cominciare a rilevare anche i segni nel test diagnostico. In ogni caso va ripetuto dopo qualche mese, un unico test è poco indicativo, può risultare erroneamente positivo o negativo: di norma si fa un test di conferma.