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Curare le ferite con la carbossiterapia

Oltre un milione di italiani soffrono di ferite difficili, ovvero ulcere cutanee: sono cosi’ chiamate nel loro insieme le lesioni diabetiche, post-traumatiche, da uso di apparecchi gessati e piaghe da decubito, cioe’ tutte quelle che hanno difficolta’ a guarire e che, pur necessitando di un intervento multidisciplinare, spesso richiedono l’intervento dei chirurghi plastici.

Contro queste patologie una nuova cura si e’ dimostrata in grado di recuperare situazioni un tempo ben poco trattabili. Si tratta della carbossiterapia, che consiste nell’iniettare attorno alla lesione minime quantita’ di anidride carbonica.Questo gas, avendo azione vasodilatatrice, permette ai capillari di riaprirsi e aumenta il drenaggio veno-linfatico. La ferita riceve cosi’ una maggior quantita’ di ossigeno (il problema di queste lesioni e’ proprio l’ipossia) e si libera meglio dei liquidi che ristagnano.

In Italia la carbossiterapia viene gia’ erogata dal sistema sanitario nazionale, anche se per ora limitatamente all’universita’ di Siena e di Bari, che hanno contribuito allo sviluppo di questa metodica.

[Via ecplanet]

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nov  08
6
alle 08:39
da Marina Morelli


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