Che cos’è la disfagia?
E’ un problema di deglutizione, cioè del transito di cibi o liquidi dalla bocca all’esofago, che può interessare bambini, adulti, anziani.
Può essere causata da malattie neurologiche quali l’ictus, il trauma cranico, il Parkinson, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, oppure da malattie tumorali.
Oltre a determinare gravi conseguenze nella vita del paziente (malnutrizione, polmoniti per ingestione), questa menomazione danneggia uno degli aspetti più piacevoli della vita sociale: il pasto.
Il trattamento è lungo ma può dare ottimi risultati.Nei pazienti con disfagia orofaringea dovuta a malattie neuromuscolari intrattabili, si può migliorare la deglutizione modificando la consistenza del cibo. La valutazione da parte di un logopedista può essere utile, perché alcuni pazienti sono capaci di migliorare la propria deglutizione cambiando la posizione della testa mentre mangiano, eseguendo esercizi che migliorano la capacità di accogliere il bolo alimentare nel cavo orale, rafforzando e migliorando la coordinazione della lingua e imparando le diverse tecniche di deglutizione.
A seconda del grado di disfagia, la terapia farmacologica per i disordini neuromuscolari può non ristabilire completamente la deglutizione. Per i pazienti con disfagia grave e inalazione ricorrente, può essere necessario posizionare una sonda per gastrostomia.
Per pazienti con disfagia orofaringea dovuta a un ictus, può essere efficace l’esercizio dei muscoli della deglutizione. Questi esercizi devono essere eseguiti durante un esofagogramma, ripreso su film, per valutare gli effetti dei differenti cibi (p. es., liquido, semisolido, solido) sulla deglutizione e per valutare l’eventuale inalazione.
Per i pazienti con disfagia orofaringea dovuta ai tumori della testa e del collo, il trattamento include l’intervento chirurgico, la radioterapia o la chemioterapia, se necessarie.
da Marina Morelli
Ultimo commento:
di Alessandro Aquino il 22/07/2008 alle 22:09
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luglio 22nd, 2008 at 22:09
Un ulteriore trattamento, molto invasivo, ma piuttosto risolutivo nelle gravi disfagie secondarie a patologie, è l’inversione (chirurgica) delle vie aeree superiori e di quelle digestive. Questo permette di non deficitare il pz del gusto dell’atto alimentare, e non lo espone inutilmente ad infezioni molto pericolose per polmoniti ab ingestis.
Indicazione chirurgica che ovviamente deve essere data dal medico otorinolaringoiatra che se ne occupa.
In alcuni casi lievi è invece anche indicata la terapia bloccante con neurotossina botulinica.