1 dicembre: Giornata mondiale per la lotta all’Aids
Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità , in Italia si verificano 4 mila nuove infezioni di Aids l’anno: dall’inizio dell’epidemia all’anno scorso sono 59.500 i malati di Aids.
Attualmente la via di trasmissione del virus è quasi esclusivamente quella sessuale: scende progressivamente, infatti, il numero dei tossicodipendenti che diventa sieropositivo, come il numero dei bambini che si infettano dalle madri.
A Torino, presso il centro congressi Lingotto, si tiene il secondo meeting nazionale dell’associazione Nps (Network persone sieropositive). Secondo i dati di un sondaggio realizzato dalla Swg per conto di Nps, l’Aids sembra fare meno paura agli italiani: nel 1991, a dieci anni esatti di distanza dalle prime notizie sull’Hiv, gli italiani che la mettevano al primo posto tra le loro paure erano uno su cinque: ora, invece dopo diciassette anni, sono rimasti solo il 4,8.Oggi ci sono molte iniziative su tutto il territorio nazionale: l’Anlaids (Associazione nazionale per la lotta all’Aids), insieme ad altre associazioni, allestisce in tredici piazze italiane gazebo informativi dove verranno fornite corrette informazioni sulla trasmissione del virus e sul test. A Roma, in Campidoglio, il convegno “Stop Aids: mantieni la promessa”, presso l’aula Giulio Cesare, con il sindaco Gianni Alemanno, il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio e il professor Fernando Aiuti.
La Lila (Lega italiana per la lotta all’Aids), associazione nata nel 1987, ribadisce la necessità , in una lettera aperta inviata nei giorni scorsi al sottosegretario Fazio, “di adeguate campagne informative, di garanzie concrete dei diritti delle persone sieropositive, di leggi che non discriminino ma facilitino la prevenzione”, chiedendo che la Giornata dell’1 dicembre sia “un concreto richiamo all’azione e non un momento celebrativo”.
da Marina Morelli
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