Nuova arma contro l’Alzheimer

AF267B. Questo il nome di un nuovo composto che secondo una prima ricerca pubblicata sulla rivista Neuron sarebbe in grado di contrastare il progredire della malattia, rallentando la perdita delle capacitàcognitive in due aree del cervello colpite dal morbo di Alzheimer, nell’ippocampo, sede della memoria e nella corteccia.
I primi studi, condotti su alcuni topolini geneticamente modificati, hanno dato buoni risultati e anche se è ancora presto per ipotizzarne un utilizzo in ambito umano, c’è entusiasmo tra i ricercatori che hanno individuato la molecola. Tra di loro anche due italiani che lavorano al progetto, condotto dai ricercatori dell’Universitàdella California di Irvine e dell’Istituto israeliano di Ricerche biologiche.
MW
[ via VenetoNanotech ]
da Marcioweb
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