Malattie in aumento!
Da quanto emerso in uno studio svoltosi tra il 2003 e il 2005, oltre 46 milioni di adulti americani (il 21%) soffrirebbe di artrite reumatoide (o di lupus, o di fibromialgia) ed il trend è in aumento, purtroppo!
L’artrite colpisce maggiormente soggetti femminili, anziani, bianchi (rispetto a neri e latino-americani), in sovrappeso o obesi e con stile di vita sedentario. Per contrastarla è utile quindi raggiungere il peso forma e diventare più attivi, ma prima di fare qualsiasi attivitàparlatene sempre con il medico che vi segue, per evitare carichi esagerati!
[Via Fox News]
da Francesca Palazzolo
Ultimo commento:
di Davide Vaccarin il 22/10/2006 alle 02:16
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ottobre 22nd, 2006 at 15:06
Ciao Davide,
è vero che per un semplice “mal di schiena” non è il “caso” (ma poi, tutto è assai relativo e dipende da parecchi fattori) di definirci malati [se pensi che io, diabetica insulino-dipendente da oltre 25 anni con parecchie complicanze in atto, alle volte mi stupisco che mi si consideri un'"ammalata"... ma in certi casi mi ci sento al mille per mille!!!], ma per quel che riguarda la fibromialgia (conosci qualcuno che ne soffre?) per quel poco che ho visto (e comunque non sono un madico, sia chiaro) può essere molto invalidante nel riuscire ad affrontare la vita quotidiana, anche se parecchio dipende dal suo “grado” di gravità . Mia mamma soffre da quasi 40 anni di artrite reumatoide, e nonostante i suoi mille problemi (e forse anche dolori, ma da quando ha trovato le corrette alternative “naturali” le cose sono di molto migliorate) riesce a fare molto di più e meglio di certi giovani colpiti da fibromialgia che ho conosciuto! Ma come dici pure tu nel commento, questa è una mia opinione del tutto personale e basata sulla mia esperienza diretta, ovviamente!
Per quel che concerne i parametri, non posso nè smentire nè confermare quanto da te presupposto, in quanto non ne ho la minima idea. Mi dispiace!
Aggiungo solo che, dal mio personalissimo punto di vista (ed è solo una mia idea, sia chiaro), la “malattia” non significa rientrare in un’inquadramento specifico di una determinata serie di sintomi che la medicina ha classificato con un determinato nome, quanto piuttosto uno stato dell’anima e della psiche, un vivere “male” e in pratica un “non vivere” a seguito di qualcosa che è accaduto. Fin troppe volte mi è capitato d’incontrare persone affette da “malattie” che vivevano bene e godevano completamente della loro esistenza, mentre altre che in apparenza non erano affette da alcuna “vera patologia”, lasciavano (e tutt’ora lasciano) scorrere la loro esistenza, trascinandosi di giorno in giorno. A questo punto allora mi chiedo, CHI tra i due esempi è davvero l’ammalato?
Grazie dei tuoi interessanti spunti di riflessione e spero di rileggerti ancora presto.
ottobre 22nd, 2006 at 02:16
Non è che forse sono cambiati i parametri con cui decidiamo quando uno è sano o malato?
Possiamo chiamarci malati se abbiamo qualche volta un mal di schiena (dolore fibromialgico)? Secondo me NO. Altrimenti i malati in Italia sarebbero 60 milioni circa… chi Non ha mai un mal di schiena ogni tanto… Dovrebbe per questo sentirsi malato?
Poi come metter sullo stesso piano malattie molto gravi e serie come lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide (che richiedono terapie spesso importanti con farmaci dai pesanti effetti collaterali -immunosoppressori per esempio per il LES- ) con la fibromialgia?
La mia opinione, per quello che vale, è che si tratti di una valutazione superficiale del problema. O di una esposizione superficiale di un problema complesso.
settembre 13th, 2007 at 11:11
FIBROMIALGIA
CIAO SONO ANNA E SONO MALATA DI FIBROMIALGIA,QUESTO PER RISPONDERE A DAVIDE VACCARIN CHE NON PUò PERMETTERSI DI DEFINIRE UN SEMPLICE MAL DI SCHIENA DOLORE FIBROMIALGICO E NON GUARDARE AGLI ALTRI SINTOMI CHE LA COMPONGONO E QUINDI LE DANNO IL NOME.
NON SI PUò, IN MODO COSì SUPERFICIALE, PARLARE DI FIBROMIALGIA SE NON LA SI CONOSCE MOLTO DA VICINO(LUI è UN MEDICO? è UN FIBROMIALGICO?)INFORMARSI SU LE COSE PRIMA DI PARLARE SE DEFINIRLA O NO UNA MALATTIA DA EQUIPARARLA AD ALTRE MALATTIE PIù O MENO GRAVI.
PURTROPPO ANCHE MOLTI MEDICI NON LA CONOSCONO E NON LA RITENGONO TALE, LEGGETE (http://www.fibromyalgia.it) E RINGRAZIATE IL CIELO DI NON ESSERE UN FIBROMIALGICO.
GRAZIE ANNA
settembre 15th, 2007 at 01:51
sono daccordo con te Anna
ottobre 28th, 2007 at 17:00
Per Davide Vaccarin,
Premetto che ognuno la possa pensare come vuole, ma la tua affermazione, sul mal di schiena e la Fibromialgia, mi ha fatto spalancare gli occhi. Io all’età di sedici anni sono stata bloccata a letto per un forte mal di schiena curato con punture e antinfiammatori (aulin ecc..) ora ne ho quasi trenta, ho il Lupus Eritematoso Discoide e un inizio di fibromialgia e ti posso assicurare che i dolori non se ne vanno con nessun tipo di antinfiammatorio, li ho provati tutti, fino a quando, ho iniziato con co-efferalgan e lonarid, che diminuiscono in parte i dolori e gli attacchi hai nervi e ti ripeto diminuiscono, non li fanno assolutamente sparire. Certamente ci sono malattie peggiori, ma ti consiglio in futuro di moderare le parole in rispetto a chi si sente come me, a volte non riesco neppure più ad alzare da terra mia figlia che pesa solo 13 kg.
ciao
Elena
ottobre 28th, 2007 at 23:25
Premetto che non è mia intenzione offendere nessuno nè di mancare del dovuto rispetto la sofferenza di chiunque.
Quello che intendevo dire a riguardo della fibromialgia NON si riferisce ai casi in cui tale patologia ha carattere fortemente invalidante ma a casi che pure esistono in cui la medesima patologia per motivi a chiunque oscuri ha un andamento occasionale… che può anche manifestarsi con un semplice mal di schiena che viene e poi se ne va.
La mia osservazione NON si rifaceva a questa patologia in particolare bensì al cambiamento di alcuni “parametri clinici” vedi la glicemia o la colesterolemia che, nel corso degli anni sono stati drasticamente ridotti aumentando la fascia di consumatori di farmaci.
Non intendevo certo prendere in giro chi soffre ma piuttosto riferirmi ad uno “sfruttamento” del malato che molto spesso viene fatto dalla cosidetta “industria della salute” che lo tratta come un contenitore da riempire di pillole e, per fare questo tende a ridurre proprio quei parametri che lo fanno rientrare “nei malati”.
Alla gentile signora che mi chiede se sono un medico rispondo che sono dottore in medicina e chirurgia… Pertanto ho ben presente di ciò di cui discuto. E che detta signora ci creda o meno, ho a cuore la salute del mio prossimo, qualunque esso sia e qualunque malattia porti con se o in se…
Chiedo scusa a chi, a torto o a ragione, si è sentito offeso o maltrattato dal mio commento, non era questa la mia intenzione, anzi… era quella di far suonare un campanello quando qualcuno dice “i malati sono in aumento” senza spiegare malati di cosa, come e perchè.